Triestebella

 

Sito del club per una Trieste più bella
scopo del sito e del club è di diffondere la cultura di una città ordinata e civile con la valorizzazione  delle sue bellezze e particolarità e l'eliminazione delle sue brutture e incongruenze


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LETTERE

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TRIESTE INSOLITA
 
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 CONTRIBUTI le piazze rinnovate di Trieste;  cementificazione in via Picard;  a Trieste l'architettura moderna no se pol;
cemento in costiera; Comunicato delle Associazioni ambientaliste di Trieste sulla tutela del paesaggio della città

 


Attività

Conferenze, convegni, passeggiate architettoniche organizzate dalla nostra associazione
 

 

RIUNIONE APERTA A TUTTI

Giovedì 9 settembre alle 18 ci troviamo presso il Centro Servizi in Galleria Fenice  2 III piano

è gradita la partecipazione anche di non soci

 


Attività dei soci

Sabato 11 settembre alle 18

all'ENDAS, piazza Libertà 6 II piano accanto Soprintendenza

si inaugura la mostra "Incisioni, sogni e architetture"

di Fabio Dotta
 

 

UN APPELLO PER IL VERDE URBANO

Assieme alle associazioni Trafioriepiante, Legambiente, Italia Nostra e i Comitati per piazza Libertà e per la difesa del giardino di via Flavia abbiamo inviato al Presidente della provincia di Trieste e ai sindaci dei comuni della provincia un appello sul verde urbano che riguarda:

  • le potature

  • la necessità di regolamenti comunali del verde pubblico e privato

  • la lotta alle piante infestanti dannose per l'ambiente e la salute umana

  • la necessità di realizzare degli orti urbani da dare in gestione a persone anziane , scuole e associazioni

Con la Provincia abbiamo avuto contatti per verificare la possibilità di fare la lotta alle piante infestanti lungo le sue strade e nei suoi terreni; ci risentiremo.

il Sindaco di Trieste ha detto che leggerà e poi farà sapere, ma finora non si è fatto vivo;

Il Sindaco di Muggia si è dichiarato pienamente d'accordo e siamo in parola per un incontro con le associazioni firmatarie entro settembre per concordare le modalità di queste azioni.

Gli altri Comuni non hanno risposto.

Da parte nostra, ovviamente, loderemo chi farà e criticheremo chi non farà. Le elezioni si avvicinano.

 

IL MANIFESTO PER GLI ALBERI IN CITTÀ: BASTA ALLE POTATURE SELVAGGE!

In un convegno tenutosi il 27 novembre scorso, organizzato assieme all’associazione floristica regionale Trafioriepiante, è stato varato questo manifesto.

 


 

CE L'ABBIAMO FATTA:Una prima piccola vittoria nella lotta alle piante infestanti.
 

Nella legge di bilancio per il 2010 su proposta del Consigliere Corazza, dietro nostro suggerimento è stata inserita una posta di bilancio di 20.000 euro per la lotta alle piante infestanti (vedi nella pagina attività il resoconto della conferenza sull'argomento del prof. Livio Poldini).

Ora dobbiamo spingere affinché venga approvata una modifica alla legge forestale che contenga anche il divieto di piantare le specie infestanti, l'autorizzazione ex lege alla loro estirpazione anche da parte di privati e una campagna di sensibilizzazione.

 

 


I BUONI SITI: siti che trattano della tutela dell'ambiente anche con riguardo a Trieste
 

www.konradnews.it  sito della rivista Konrad di Trieste che tratta tematiche ambientali
www.legambientetrieste.it sito del circolo di Trieste di Legambiente

www.sos-alberi-fvg.it nato per iniziativa del Comitato per la salvaguardia degli alberi di Piazza Libertà a Trieste, tratta della tutela degli alberi
www.trafioriepiante.it sito di un gruppo di giardinieri amatoriali del Friuli - Venezia Giulia
 


segnalate cose brutte e cose belle della nostra città scrivendo a scrivi@triestebella.it
 

Una CERTIFICAZIONE ENERGETICA costa poco; chiedi a un esperto: alessiacividin@yahoo.it
 

 

LE COSE BRUTTE

IL COMUNE VUOLE DISFARSI DI VILLA COSULICH, MA PER FARE COSA?

Avevamo segnalato ancora nel  2008 la necessità di restaurare villa Cosulich (vedi: Villa Cosulich sta diventando un pericoloso rudere), e avevamo proposto che il Comune, se non sa che farsene, la venda a un provato con l'obbligo di restaurarla. Ma nel nuovo piano regolatore adottato (e ora, si è letto, ritirato) l'area di villa Cosulich con il suo giardino, salvo una piccola parte  è destinata a "zona turistica ricettiva marina!!!" senza indice di cubatura e con un indice di copertura del 50%!!!
Ci scrive Antonio Bussani: Questa sera ho appreso da alcuni abitanti di Gretta, della volontà del comune di Trieste di rendere edificabile buona parte della villa Cosulich (parco incluso) per la costruzione di 3 grattacieli da sei piani, e purtroppo mantenendo solo una piccola parte a giardino (circa metà dell'attuale zona con i giochi per bambini): Tale piano risulta al momento secretato (perche'?, chi?, come?). Sicuro di farvi piacere informandovi di tali fatti, spero di avere maggiori informazioni al piu' presto.
Ps: raccolta firme contro "l'esproprio dell'unica zona verde di Gretta" presso il rivenditore tabacchi e la latteria di Gretta
"


FIRMATE TUTTI E SPERIAMO CHE LA COSA SI CHIARISCA PRESTO

PIAZZA CON PALME  E  PARCHEGGIO DI OLIVO

(segnalazione inviata al Piccolo da Triestebella) Piazza S. Antonio Nuovo è uno dei più suggestivi spazi di Trieste, per l’unità architettonica degli edifici e la bella forma della chiesa neoclassica. Non le rende giustizia la sistemazione stile Selad, il benemerito ente che fece lavorare tanti disoccupati nel dopoguerra, con una modesta fontana, delle altrettanto modeste aiuole e un brutto lastricato malamente rabberciato con toppe in cemento (vedi in fondo a questa colonna: UN SELCIATO MALANDATO). Il progetto vincitore del concorso delle Rive prevedeva di riportarvi l’acqua, allungando il canale, come era un tempo e come sarebbe bello. Ma l’unico intervento del Comune è stato un recente rifacimento delle aiuole. Il che sarebbe meglio di niente, ma che ci azzeccano delle palme e palmette su una pacciamatura in sassolini bianchi come fosse una piazza siciliana? Non sarebbe stato meglio collocare piante autoctone o almeno con un aspetto più mitteleuropeo?
Ma il colmo dei colmi è che sul brutto lastricato da molti giorni è parcheggiato un vecchio ulivo con il suo pane di terra e i rami principali capitozzati. Ora, estirpare vecchi olivi per portarli nell’italia del nord, generalmente dalla Puglia, ma mi dicono anche dal Portogallo è già un atto di barbarie. Ma l’abbandono di uno di questi alberi venerandi sul selciato di una pubblica piazza è del tutto incomprensibile.
Il Comune ne sa qualcosa?

OSPEDALE PUZZOLENTE

(segnalazione inviata al Piccolo da Triestebella e pubblicata il 24.12.2009) Nell’atrio dell’ospedale di Cattinara aleggia un fastidioso e forte odore di olio strafritto proveniente evidentemente dalla pizzeria. Il fastidio non è solo fisico: preoccupa un tale fetore in un ospedale che dovrebbe essere pulitissimo e asettico. Potrebbe la Direzione dell’ospedale imporre al pizzaiolo un sistema di aereazione più efficace?

UNA ANTICA TORRE TROPPO MODERNIZZATA

"A Barcola  al numero 11 di via Nicolodi,  è  una torre  cilindrica, a due piani; coronata da una balconata in legno e con copertura a capanna in tegole. Questa costruzione, ora monumento tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, risale ia molti secoli addietro;  la tradizione popolare, che la definisce “torre turca”, l torre di avvistamento contro le scorribande dei pirati saraceni; almeno 1400 dunque.  ma la stessa era ancora abitata negli anni ’50 del secolo scorso.
All’inizio di quest’anno il monumento è stato restaurato in maniera,  non del tutto adeguata. Le facciate, per cui era prevista nel progetto la
conservazione secondo le metodologie degli originali, sono ora  di colore giallo ma le stesse, prima erano in pietra arenaria. Nel 1400 era in uso forse la malta, e per di più di colore giallo? ILa zoccolatura è, ora fatta con tecnica modernissima; ed il tipo tradizionale di riferimento previsto sul progetto dove è finito?Elpidio Fiano".


In effetti è strano che un edificio tutelato come storico sia stato modernizzato con un colore giallino molto di moda oggi e un basamento che dalla foto appare essere in cemento. Cosa ne pensa la Soprintendenza?

        

La torre com'è e come era prima del "restauro".

DUE CASERMONI AL POSTO DI UN GIARDINO

"Sono Stelio Cerneca del Comitato per la Difesa del Giardino di via Flavia e di altri comitati per la tutela dell'ambiente. Vi allego una foto del giardino per il quale ci stiamo battendo da ormai cinque anni per impedire la sua distruzione conseguente ad un progetto Comune-Ater contro il quale abbiamo fatto ricorso al Presidente della  Repubblica.
Nell'allegato,(che fa stringere il cuore) si può vedere il giardino attuale e il plastico di quanto avverrebbe nel caso che... senza contare che dentro a quel pozzo verrebbero iniettati gli scarichi di 250 autovetture in quanto sede di un garage pubblico.
Ho fatto molti articoli sulle "Segnalazioni" del nostro giornale, sono
stato in Commissione per la Trasparenza, ma se come spero, qualcuno può sinergizzare il tutto, anticipatamente ringrazio."

Signor Sindaco, signora Presidente dell'Ater di Trieste, ma davvero vi pare il caso di  costruire due casermoni su una spazio verde in una zona già ipercementificata come quella di via Flavia?

 

L'area interessata e, a destra com'è e come diventerebbe

UN RUDERE IN PIENO CENTRO: ABBIAMO UN'IDEA

All’inizio di via Cavana fa brutta mostra di sé il rudere di una graziosa chiesa cinquecentesca, (clicca qui per le foto). Sembra che il Comune non possa destinarla a museo della città, come era previsto alcuni anni fa, perché colei che lo ha lasciato in eredità ha disposto che venisse usata sempre a fini religiosi.
Allora, abbiamo un'idea: il Comune potrebbe restaurare la chiesa e l'adiacente casa parrocchiale destinando il complesso a museo della città, ma lasciare la chiesa anche ad uso religioso (potrebbe divenire la cappella civica) facendo fare una messa una volta all'anno in suffragio della benefattrice. La chiesa potrebbe poi contenere reperti del museo che avessero carattere religioso.

FACCIAMO LA GUERRA ALL'AILANTO

Aiuto! L'ailanto, specie introdotta sconsideratamente dalla Cina nei secoli passati sta invadendo il Carso: prima i bordi di strade e sentieri, ora anche prati e boschi. Bisognerebbe estirpare le piante di ailanto quando sono molto giovani, o, se sono ormai cresciute, almeno tagliarle: ricresceranno, ma almeno per un po' non si vedranno. Il legno dell'ailanto è tenero, per cui tagliare i rami non molto grossi con una cesoia è facile.
C'è però un problema: a rigore, queste azioni potrebbero essere sanzionate  dalle guardie forestali come danneggiamento di piante o addirittura, se le piante venissero portate via e buttate nei cassonetti delle immondizie, come sarebbe bene,  costituire furto di legname. Gitanti del Carso: vedete voi se ve la sentite di compiere questa buona azione.

  

Una macchia di ailanto lungo la strada per Basovizza. Le foglie, lanceolate, color verde brillante, hanno spesso vicino al picciolo una o due piccole protuberanze a forma di dente di sega

13 SEMAFORI 13

Alla curva dell'Obelisco sono stati messi ben 13 semafori:  Non sarebbe stato più logico realizzare una rotatoria? Certo, c'è il problema del tram, ma pensiamo che collocare nelle intersezioni della rotatoria dei semafori da attivare solo al passaggio del tram sarebbe stato più economico con tutto vantaggio della scorrevolezza dell'incrocio.


UN PARCHEGGIO NON FINITO

In via di Cologna un parcheggio sotterraneo è ormai da tempo completato, salvo il lastrico solare che avrebbe dovuto, sembra, diventare un piccolo giardino pubblico. Signor Sindaco, va bene rifare le piazze del centro, ma in periferia niente?

ANCHE LI'

Anche  uno dei palazzi liberty più belli è stato sconciato da scritte teppistiche. O tempora, o mores.


UN BRUTTO CASOTTO

Trieste ha due cose fra le più belle al mondo: piazza Unità e il paesaggio che si vede dalle rive. Il quale paesaggio è come una musica bellissima con una stonatura: il sacro brufolo di Monte Grisa. Un'altra bruttura delle rive è questo inutile casotto anni '50 che sarebbe opera meritoria demolire.

 

CHE PECCATO!

Avevamo scritto della triste situazione in cui si trova la graziosa chiesetta dei santi Sebastiano e S. Rocco (clicca qui) Ora il Comune ha deciso: non solo trasformerà in uffici il piccolo museo orientale trasferendo "una parte" delle sue collezioni a S. Giusto (e il resto? In cantina?). ma anche la chiesetta e annessa canonica seicentesca sembra che faranno la stessa fine.

ORA SAPPIAMO A COSA SERVE

Avevamo scritto di una MAGICA PROTEZIONE di cui è dotata la Camera di commercio di Trieste (clicca qui per l'articolo e le foto), Ora finalmente sappiamo da cosa tale edificio è protetto: dalle infiltrazioni di umidità. Il Piccolo del 14 maggio riporta che Margherita Hack e altri fisici e astrofisici sono stati prosciolti in un processo loro intentato per diffamazione avendo paragonato quel magico "ordegno" ai raggiri di Vanna Marchi. Dall'articolo veniamo a sapere che esso è stato collocato al modico prezzo di 70.000 € "per difendere da umidità e muffe un palazzo costruito anticamente su palafitte come quelli di Venezia" (anch'essi dotati di tale protezione?). Ma come funziona l'apparecchio? Veniamo a sapere che l'inventore, tale Mario Zandegiacomo, nella vita docente di statistica, ha dichiarato "Mi guardo bene dallo spiegare in giro il principio segreto .... Quel che è scritto sulla targa richiede una cultura molto complessa per essere compreso..." Tanto è vero che neanche Margherita Hack né altri esimi fisici ci hanno capito qualcosa e hanno pensato che fosse una cosa alla Vanna Marchi. Forse ci vuole uno statistico per risolvere l'arcano?

Dal Piccolo del 15 maggio si apprende che la Corte dei Conti ha aperto un'indagine disponendo l'acquisizione di tutta la documentazione amministrativa. Chi sa che i magistrati della Corte dei Conti abbiano una cultura abbastanza complessa per capire di cosa si tratta. Quanto alla singolare terminologia riportata sulla targa, sempre dal Piccolo si apprende che secondo il Vicesegretario vicario della Camera di commercio "il testo della targa è una traduzione riuscita male da una frase in lingua tedesca..." Dal che si deduce che l'inventore del congegno, il triestino dott. Mario Zandegiacomo, usa esprimersi in tedesco.

AVREMO FRA QUALCHE ANNO UN BOSCO SPONTANEO IN VIA BAIAMONTI?

All'inizio di via Baiamonti un distributore di benzina è chiuso da molto tempo e nelle fessure fra i sampietrini la vegetazione si sta facendo strada in mezzo alle immondizie. Ancora qualche anno e al posto del distributore avremo magari un boschetto, cresciuto spontaneamente.


UN SELCIATO MALANDATO

In piazza S. Antonio Nuovo, fra il bell'edificio neoclassico della chiesa e il canale che sono, assieme a piazza Unità, i luoghi -cartoliga di Trieste, il selciato bruttino è stato malamente riparato con getti di cemento che , grazie ad alcune scanalature che fanno finta di essere delle fughe, vorrebbero rappresentare la pietra che non c'è più. magari rende di più elettoralmente lastricare in pietra una strada prima veicolare, ma sarebbe più giusto prima di tutto tenere in uno stato decoroso i luoghi più belli della città.


UNA PIAZZA CHE NON PIACE

Una visitatrice del nostro sito ci ha scritto: " ho  apprezzato i vs. servizi sul rifacimento obbrobrioso di molte piazze di   Trieste, ma ne avete dimenticata una: piazza Perugino. Io abito in zona e  vi assicuro evito di passarci perché  per me è qualcosa di insopportabile:  non è più una piazza, è un qualcosa di indescrivibile, quel catafalco (non  saprei altrimenti come definirlo)che copre quella che un tempo era una  bella piazza piena di verde, un luogo di incontro delle persone del rione. "
In effetti non è bello quel cumulo di vasoni messi lì come bidoni in un deposito, e quei 4 lampioni finti antichi con fontanelle non funzionanti c'entrano, con l'arida massa cementizia, come i cavoli a merenda. Nella foto si vedono alcune persone sedute a godere del primo sole marzolino, il che non depone in favore dell'amenità della piazza, ma piuttosto del bisogno di spazi in cui sostare.
Sull'argomento Sergio Predonzan ha scritto: (vedi pagina Lettere).


CEMENTO IN COSTIERA

la costa fra Trieste e il Villaggio del Pescatore e il soprastante ciglione carsico sono una splendida cornice verde del Golfo di Trieste, ma cgrazie a un piano regolatore che andrebbe rivisto, si continua acementigicarla. Leggi il documento del WWWF cemento in costiera.



Foto inviate dal WWF Trieste.

UN ALTRO RUDERE

Nel parco di Villa Revoltella il rudere della "Casa del cappellano" fa brutta mostra di sé. Ma, signor sindaco, non sarebbe meglio eliminare tali sconcezze restaurando degli edifici di valore storico prima di fare altri costose rifacimenti di piazze e strade lastricate in pietra del centro? Certo, le piazze rinnovate del centro si vedono di più  e sono più produttive in termini di voti, ma è come voler dare una costosa pelliccia a chi ha le scarpe rotte: prima le scarpe, e poi ben venga la pelliccia. Anche perché più un edificio antico va in rovina, più sarà difficile e costoso restaurarlo.

Foto inviata da Bruno Biasatto

FEROCI POTATORI

Ad ogni stagione silvana, da ottore a marzo, squadre di feroci potatori(clicca qui per il seguito del testo e le foto)

UNA MAGICA PROTEZIONE

Nell’atrio del palazzo della Camera di Commercio, sulla parete sinistra guardando l’uscita, si nota una singolare targa con cornice lignea in cui è scritto: (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

UN RUDERE IN PIENO CENTRO

All’inizio di via Cavana fa brutta mostra di sé il rudere di una graziosa chiesa cinquecentesca, (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

VILLA COSULICH STA DIVENTANDO UN PERICOLOSO RUDERE

 In strada del Friuli al n. 36 il giardino della villa Cosulich è stato adattato a parco pubblico. La villa, invece, sta diventando un rudere (già dei solai sono crollati e il tetto è probabilmente in cattive condizioni, mentre i muri sono ancora in buono stato). (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

IL PIÙ BELL’EDIFICIO DI ARCHITETTURA MODERNA VA IN ROVINA

 L’ex fabbrica Sadoch in viale Ippodromo fu progettata dall’architetto Boico, che riteniamo essere, assieme a Rogers, il più illustre esponente dell’architettura moderna triestina.
(clicca qui per il seguito del testo e le foto)

TALIANI DE TRIESTE

 A Trieste si dice talian  (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

IN CORSICA LO FANNO, perché NOI NO?

In Piazza Goldoni, con la sistemazione della piazza che a molti triestini non piace (ma che comunque vi ha ricavato un’area pedonale più vivibile) alcuni cassonetti delle immondizie sotterranei sono, a quanto sembra, inutilizzati.

  

Sopra, i cassonetti interrati in piazza Goldoni che sembra non vengano utilizzati. Sotto, due esempi di cassonetti interrati ad Ajaccio e in un piccolo borgo a nord di Bastia

VIVA LE ROTATORIE

Anche a Trieste si cominciano timidamente a costruire rotatorie al posto di incroci semaforizzati. Le rotatorie sono spesso molto utili per rendere più fluido il traffico agli incroci e nel resto d’Italia sono molto diffuse. Sarebbe bene che il Comune prendesse più coraggio e ne costruisse, ad esempio, in piazza Foraggi, al’incrocio fra via Flavia e via Valmaura nei pressi dello Stadio, all’incrocio davanti al bar Flavia in modo da ridurre le file causate dai semafori.

Finalmente una rotatoria anche a Trieste, nonostante le proteste dei commercianti che temevano la riduzione di qualche parcheggio. La rotatoria, a S. Giacomo, funziona benissimo.

E  A  PROPOSITO DI SEMAFORI

Perché no se pol munire i semafori che devono rimanere di lampade a led, molto più risparmiose, durevoli e anche visibili, come fanno, ad esempio, a Bologna? Sembra che si possa risparmiare l'80% del costo dell'energia elettrica e che i led si ammortizzino in circa 4 anni.

PARCHEGGI INTERRATI E CASOTTI

I parcheggi interrati sono una bella cosa, anche perché non si vedono e non occupano volumi in superficie, ma, se non sono progettati con un occhio anche all'aspetto estetico, producono danni nel paesaggio urbano. É il caso del parcheggio davanti a Tribunale, severo e dignitoso edificio che ha trasformato la piazza in uno spazio caotico con tre brutti casotti. Si sarebbe potuto curare di più quel luogo e dotare il parcheggio di accessi pedonali con rampe inclinate (ne sarebbe bastato uno) percorribili anche dalle sedie a rotelle. Un altro caso è quello di piazza S. Giacomo, sistemata in modo discreto, ma con un ingombrante casotto che l'uso del vetro non rende invisibile. In questo caso sarebbe bastato usare per gli handicappati l'entrata dalla via al piano sottostante sostituendo i 3 gradini dell'entrata con una rampetta.

  

Nella prima foto, il brutto casotto di entrata al parcheggio ricorda vagamente una postazione di artiglieria antiaerea che dei vasi di piante cercano vanamente di mascherare.

Una soluzione molto più bella in piazza Vittorio Veneto: una rampa di scale munita di montascale.

  

Nella prima foto l'ingombrante casotto in piazza S. Giacomo. Nella seconda l'accesso pedonale sotto la piazza che poteva essere reso agibile anche agli handicappati. Nella terza, l'accesso veicolare che avrebbe potuto essere ampliato realizzando anche un accesso pedonale senza barriere architettoniche.

 

 

LE COSE BELLE

BELLO, MA NON DA NOI

A Lubiana, nel centro storico, si trovano questi bei cassonetti interrati. A Trieste ce ne sono, ma con un aspetto più tetro, sorta di bacoli neri,  in piazza Goldoni e si attende di vedere quelli che saranno messi in piazza della Borsa.

 

LA PISTA CICLOPEDONALE TRIESTE – DRAGA S. ELIA

La recente conclusione dei lavori sulla pista ciclo-pedonale Trieste-Draga S. Elia nel tratto adiacente a Via Campanelle è un evento positivo degno di nota.    
Il percorso, che calca il sedime del tracciato tardo ottocentesco dell'ex linea ferroviaria Trieste – Herpeljie dismessa 52 anni fa, mette in collegamento il rione di San Giacomo con zone popolose quali Altura, Campanelle e punti di interesse pubblico come l'Ospedale infantile Burlo – Garofalo e l'I.P.S.I.A. Galvani.

La pista ciclo-pedonale di indubbia suggestione è a doppio senso di marcia e si snoda per 12 Km con una larghezza di 4,4 m ed una pendenza modesta che mai supera il 3,2%.

Viene usata ogni giorno da molte triestine e triestini per passeggiare, fare footing, spingere carrozzine con bebè, sfrecciare con le biciclette ed ammirare e fotografare il paesaggio da nuovi cannocchiali prospettici. Essa riveste un grande interesse naturalistico e paesaggistico per il territorio e la mobilità urbana triestina che purtroppo ha il triste primato negativo per l'uso e gli spazi destinati alle bici.

D'altronde in Italia siamo lontanissimi dai 1019 Km annui medi percorsi in bici per abitante in Olanda o ai 958 Km della Danimarca e la lodevole opera provinciale fa già comunque parte del 10% dei 12.000 Km da realizzarsi nel territorio nazionale.

9.4.2010 Prof. Fabio Dotta

Tutto è bene quel che finisce bene e dopo molti anni abbiamo finalmente la grande pista cicopedonale. Speriamo che ora venga mantenuta e non ridiventi un immondezzaio. Quando, negli anni '90 la Provincia decise di realizzare il primo lotto in val Rosandra (costo, se ben ricordo, 8 miliardi di lire) gli ambientalisti protestarono perché non volevano che i cicilisti corressero in val Rosandra disturbando i visitatori intenti ad ammirare il luogo. E non si può dire che avessero torto. Verso la fine degli anni '80 l'Ispettorato delle foreste aveva già sistemato il tratto dell'ex ferrovia in val Rosandra a strada antincendio e pedonale con una spesa di soli 8 milioni di lire (ottomilioni) compresi dei movimenti di terra per costruire un piccolo tratto al posto di un ponte precedentemente demolito. Magari sarebbe stato bello che il tratto che attraversa la val Rosandra fosse stato riservato ai soli gitanti a piedi. RB


UNA BELLA NOTIZIA (PER MUGGIA)
E A TRIESTE QUANDO?

A Muggia saranno collocate 856 lampade a led per l'illuminazione cittadina con un risparmio di energia elettrica pari al 50%. Se la resa sarà quella prevista il Comune sostituirà anche le altre lampade, in tutto 2.600. le lampade a led sono dotate di una centralina che regola il flusso luminoso con un ulteriore risparmio e in ogni lampada possono rompersi fino a 20 led (che notoriamente hanno lunga durata) senza una sensibile diminuzione dell'illuminazione. le lampade a led poi sono molto direzionali e proietteranno la luce verso il basso senza dispersione e conseguente inquinamento luminoso.

Sior sindaco, e a Trieste gnente?

FINALMENTE FUNZIONANO?

Nella colonna delle cose brutte  (vedere in fondo alla colonna: IN CORSICA LO FANNO ...) avevamo scritto dei cassonetti interrati in piazza Goldoni che parevano inutilizzati. Ora sembra che funzionino e che il Comune intenda collocarne altri in piazza della Borsa. Finalmente siamo arrivati quanto a decoro urbano a livello della Corsica. Magari sarebbe bello che avessero forme più gentili e vivaci di quelle di piazza Goldoni (ma per carità, signor sindaco, che non siano "in stile" come piace a Lei).

ADELANTE, MA CON JUICIO

Piano piano anche a Trieste si vedono spuntare le benefiche rotatorie. Dopo quella graziosa di S. Giacomo (vedi foto in VIVA LE ROTATORIE nella colonna LE COSE BRUTTE, una provvisoria è stata messa all'incrocio fra le vie Valmaura e Ratto della Pileria. Su, signor Sindaco, prenda coraggio e ne faccia costruire molte di più.

La rotatoria provvisoria in via Valmaura. Speriamo che venga presto sostituita da una graziosa rotatoria definitiva come quella in via dell'Istria.

BELLO, MA...

Via di Cavana è stata pavimentata in pietra e pedonalizzata, così si ha una passeggiata quasi continua fra piazza della Borsa, piazza Unità, piazza Cavana e piazza Hortis. Una cosa molto bella, ma:

  1. non sarebbe stato meglio usare quei soldi per restaurare almeno la facciata della graziosa chiesetta di S. Rocco? (clicca qui per il testo e le foto sulla chiesetta)

  2. perché collocare dei lampioni finti antichi che più finti non si può, tanto che  cercano con poca convinzione di rappresentare gli antichi ferai?

  

La strada pedonalizzata. a destra, il simulacro di fanale del lampione con i quattro pilastrini che, invece di fare da cornice ai vetri, come nei fanali di una volta, sostengono un fanale evidentemente elettrico.

L'EMEROTECA COMUNALE

Nella tranquilla piazza Hortis uno spazio confortevole in cui leggere gratuitamente giornali e riviste italiani ed esteri.

UNA CHICCA IN SACCHETTA

L'ex stazione di servizio progettata dall'arch. Rogers è una delle poche opere di valore nel deserto dell'architettura contemporanea triestina. L'averla restaurata è opera meritevole ed è meritevole averla trasformata in un piccolo centro di cultura con uno spazio per mostre. Chi si trova da quelle parti e ha bisogno di un caffè, lo vada a prendere nel bar di questo gioiellino dando così la sua solidarietà umana e, perché no, anche economica all'iniziativa.

BELLA

Se piazza Venezia fosse stata sistemata secondo il progetto vincitore del concorso delle Rive del 2002 sarebbe certo più moderna, ma si sa che a Trieste l'architettura moderna no se pol. La sistemazione appena inaugurata è molto tradizionale, ma fa la sua dignitosa figura, con l'imponente statua di Massimiliano circondata da aiuole con gli alberi precedenti, ahimè, capitozzati. Ci sono anche dei cubi di forme moderne a far da panchine antibarboni. Simpatica la pacciamatura delle aiuole laterali in granulato di due diverse grossezze, in attesa, si presume, che nella bella stagione vi siano collocate piante fiorite.


FINALMENTE PULIZIA, LE ROULOTTE VANNO VIA

Una bella notizia sul Piccolo del 13 dicembre: i vigili rimuovono110 roulotte stanziali. Da anni il Carso è invaso da roulotte utilizzate come seconde case, villette dei poveri che facevano finta di essere parcheggiate. Qualche decennio fa un pretore di Firenze condannò un proprietario di una roulotte usata come casetta impropria, ma da allora la battaglia contro queste baraccopoli con ruote languiva. Finalmente i vigili di Trieste, forti di un articolo del DPR 380 del 2001 7 anni fa) si stanno dando da fare. E la forestale, che dovrebbe sorvegliare i boschi carsici, cosa fa?

UN GRAZIOSO COMPLESSO SCULTOREO.

Nel 1997, in occasione del raduno dei Bersaglieri, fu posto sulla riva davanti a piazza Unità questo complesso scultoreo. Ma non passò molto tempo, e il solito cittadino nosepòl scrisse alle segnalazioni del Piccolo chiedendo come mai tali statue non erano state rimosse dopo la manifestazione. Gli rispose il pittore Chersicla esprimendo il parere che tale opera fosse bella e degna di restare, e non si può che dargli ragione. La scultura non solo è di buona fattura ed è discreta, nel senso che non disturba minimamente il paesaggio della piazza, ma è anche molto simpatica, mostrando a sinistra un bersagliere che arriva di corsa e a destra un gruppo di due mule di Trieste in atteggiamento sereno e disinvolto. Il monumento incuriosisce i turisti, molti dei quali vi si fanno fotografare davanti.

 


UN MODO SIMPATICO PER CELEBRARE DEI MAESTRI DELLA LETTERATURA

 Italo Svevo, James Joice, Umberto Saba sono stati celebrati con delle simpatiche statue che li mostrano come se ancora camminassero per Trieste. Molti passanti si fermano, le guardano, leggono le targhe, magari qualcuno dà loro una carezza. Ciò che non succede per le statue tradizionali su piedestalli. L’idea non è nuova: da molti anni una statua raffigurante il poeta Fernando Pessoa seduto a un tavolino si trova davanti al caffè A Brasileira a Lisbona. Ma è un’ottima idea e sarebbe bello che statue di altre persone che hanno portato lustro a Trieste popolassero le nostre vie.

  

 
 

COLONNINE ESPLICATIVE

Colonnine in acciaio cor-ten di semplice e bella forma cominciano ad apparire in città portando dei piccoli cartelli con la spiegazione in italiano e inglese di cosa c’era una volta in quei posti. Le loro dimensioni discrete non danno alcun fastidio. Peccato che le piantine che riportano siano poco leggibili: sarebbe stato meglio farle un po’ più grandi e con qualche colore.
Descrivere con targhe, purché non ingombranti, la storia e le bellezze dei luoghi è un modo civile per far conoscere ed amare la nostra città. Attendiamo altre colonnine.

      


FINALMENTE IL COMUNE PENSA ALLE BICICLETTE

Sono apparsi da poco in centro degli eleganti stalli per biciclette in acciaio inossidabile. Oltre che belli, sono anche molto graditi, come si vede dalla foto, tanto che altre bici sono parcheggiate sugli alberi vicini. Ma, signor Sindaco, come mai ha concesso che venissero collocati degli arredi urbani così moderni invece di quelli (vedasi lampioni sulle Rive) finti antichi, magari con qualche foglia di acanto?

 

SPAZIO A DISPOSIZIONE PER LE COSE BELLE

purtroppo sono pochine


Se ami il paesaggio: www.ilpaesaggio.eu
se ami viaggiare spendendo poco: www.buoniposti.it
 


ultimo aggiornamento 3.9.2010

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