Triestebella

 

Sito del club per una Trieste più bella
scopo del sito e del club è di diffondere la cultura di una città ordinata e civile con la valorizzazione  delle sue bellezze e particolarità e l'eliminazione delle sue brutture e incongruenze


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TRIESTE INSOLITA
 
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 CONTRIBUTI concorsi di idee a Trieste (NUOVO); le piazze rinnovate di Trieste;  cementificazione in via Picard;  a Trieste l'architettura moderna no se pol; cemento in costiera; Comunicato delle Associazioni ambientaliste di Trieste sulla tutela del paesaggio della città
 

 

MA QUALE DIFFERENZIATA?

In gennaio avrebbe dovuto partire la raccolta differenziata, ma non riusciamo a capire che cosa cambi rispetto alla raccolta differenziata per modo di dire che da anni viene fatta nei cassonetti divisi fra carta, plastica, vetro e lattine, tout venant. Di diverso abbiamo visto solo il colore di qualche cassonetto, ma non l’aumento delle categorie di rifiuti. Per spiegare come fare la raccolta si attendono istruzioni che l’ACEGAS invierà a domicilio. Ma perché, se la raccolta è iniziata in gennaio, non le hanno mandate in dicembre? Ci vuole tanto per elaborare, stampare e spedire un opuscolo?

Non può certo essere sufficiente la mezza pagina apparsa sul Piccolo, prima di tutto perché forse qualche triestino non legge il giornale, poi perché resta qualche dubbio. Ad esempio è vero che gli scontrini dei negozi non andrebbero nella carta perché la inquinano? (notizia apparsa in un quotidiano nazionale). E i blister dei farmaci vanno fra le lattine, fra la plastica o nell’indifferenziato? E i contenitori in plastica, latta o vetro devono essere lavatibene, sciacquati sommariamente o possono essere gettati sporchi? E magari, si potrebbe sapere dove andranno a finire i vari tipi di rifiuti, visto che corre voce che carta e plastica finiscono nell’inceneritore? (Ma siamo certi che l’Acegas smentirà tale diceria popolare spiegando dove carta, plastica e altro vanno a finire).

È un fatto comunque che un comune finora così poco virtuoso nello smaltimento dei rifiuti come Trieste non riuscirà entro l’anno a raggiungere il 65% del differenziato. Per cercare di riuscirci l’unica strada sarebbe la raccolta porta a porta con la separazione dell’umido e magari, come fanno in Alto Adige, con la raccolta separata degli oli di frittura. A Trieste c’è il problema dell’inceneritore che richiede una certa quantità di rifiuti per funzionare a regime, ed é probabile che, come capita in altri inceneritori, abbisogni anche di una parte di umido per abbassare la temperatura di combustione. Ma questo non è un modo virtuoso di trattare i rifiuti: l’umido deve andare al compostaggio o, ancor meglio, in un digestore assieme ai fanghi del depuratore fognario in modo da produrre non solo compost, ma anche gas utilizzabile per produrre calore ed energia elettrica. E l’inceneritore potrebbe al posto dell’umido cittadino raccogliere un po’ dei rifiuti che Napoli spedisce per nave in Olanda. La raccolta porta a porta non si fa sulla luna, ma ad esempio a S. Dorligo, a Muggia, a Monfalcone, in molti altri comuni della regione e persino nel rione di Scampia a Napoli. Per farla bene occorrerebbe un passo in più munendo i bidoncini familiari di transponder, che sono dei circuiti elettronici che consentono di conoscere chi butta i rifiuti: ciò porta tre bei vantaggi: la responsabilizzazione dei cittadini, una certa diminuzione dei rifiuti smaltiti (si parla del 10% circa) e la possibilità di far pagare la tassa sui rifiuti in base alle quantità smaltite, come si fa in Svizzera da decenni, e non più in modo virtuale in base alla superfici delle abitazioni. Già alcune città in Italia usano i transponder, fra cui Vicenza.

Insomma, ci sembra che ci sia ancora molto da fare sia da parte del Comune, sia da parte della collettività che dovrebbe modificare le proprie abitudini.

lettera di triestebella pubblicata sul Piccolo DEL 15 GENNAIO

 

 

 

MA IL PONTE SUL CANALE SI PUO' FARE?

Secondo noi sì, e sarebbe anche di qualche utilità perché continuerebbe la via Cassa di Risparmio pedonalizzata e contribuirebbe a rivitalizzare il quartiere Teresiano. 
Ma se nei centri storici è generalmente preferibile inserire opere molto moderne affinché non entrino in competizione con l'antico, in questo caso particolare, dovendo inserire un ponte in una successione di ponti, la soluzione giusta consiste nel realizzare un ponte tipologicamente simile ai due esistenti. 
Una passerella ipermoderna sarebbe il classico "un zocolo e una scarpa". Per fare un esempio, la precedente amministrazione comunale ha invaso il centro storico con lampioni finti antichi, con una criticabile operazione mimetica: negli anni  2000 sarebbe stato più corretto mettere dei lampioni molto moderni che, se belli non avrebbero stonato, come non stonano affatto i begli scanni per biciclette in acciaio inossidabile. Ma se si volesse oggi aggiungere un lampione a quelli che ci sono, occorrerebbe metterne uno uguale agli altri. In un canale in cui si vede una successione di ponti tradizionali non si può mettere una passerella in acciaio e vetro. 
Diverso è il caso del bel ponte di Calatrava a Venezia: è collocato sulla curva di un canale e quindi è visivamente isolato e non rompe una scansione di ponti.

          

A sinistra il Canale come è oggi, a destra come apparirebbe con un ponte in più. Notate la differenza?
foto assunta ed elaborata da Neva Gasparo

 

 

28 IDEE PER UNA TRIESTE PIÙ BELLA

L’associazione Triestebella ha inviato al Sindaco e agli assessori di Trieste 28 idee per migliorare l’ambiente urbano di Trieste.

Fra le idee: la casa dell’acqua, con distributore gratuito di acqua anche gasata come a Firenze e in altre città, i tunnel tecnologici sotto le strade per non dovere ogni volta scavare e rattoppare il manto stradale, l’istituzione di aree “Quisigioca” di vicinato sorvegliate da dei nonnigioco per ridurre la sedentarietà dei bambini, l’istituzione di orti urbani da affittare a prezzo simbolico a persone anziane e famiglie, i semafori e l’ illuminazione a led, l’aumento delle rotatorie per snellire il traffico e ridurre gli incidenti e inquinamento, le piste ciclabili urbane per usare la bicicletta non solo per fare sport, ma anche come mezzo di trasporto economico e salutare, una campagna per invitare a non sporcare le strade (meglio prevenire che dare multe), la sistemazione architettonica e anche a fini turistici dell’area archeologica di via dei Capitelli, l’utilizzo dell’ex pescheria anche come Tergesteo a mare, le isole ecologiche, la lotta alle piante infestanti, l’abbandono delle orrende capitozzature degli alberi dei viali, l’adozione di un regolamento del verde pubblico e privato, la realizzazione di un complesso museale in Porto Vecchio, un periodico del Comune da distribuire alle famiglie e un ufficio informazioni in piazza Unità per aiutare i cittadini a usufruire dei servizi comunali, e ancora barriere antirumore lungo la Grande Viabilità, l’uso di palazzo Carciotti, l’allungamento del canale di Ponte Rosso e il nuovo ponte sul Canale, fino alla proposta di una rassegna estiva corale per valorizzare i tanti cori che operano a Trieste.

LEGGI QUI LE IDEE PER TRIESTE

 


Attività

Conferenze, convegni, passeggiate architettoniche organizzate dalla nostra associazione

 


Piante infestanti: un altro passo

Il disegno di legge regionale  è stato approvato come integrazione della legge regionale forestale
L'Ersa e la Forestale stanno facendo esperimenti di lotta all'ailanto
vedi più sotto nella colonna delle cose belle

Cittadini, nei vostri terreni fate anche voi così, estirpate l'ailanto  e anche il senecio inaequidensepatotossico e l'ambrosia artemisiifolia, potente allergenico.


IL MANIFESTO PER GLI ALBERI IN CITTÀ: BASTA ALLE POTATURE SELVAGGE!

In un convegno tenutosi il 27 novembre 2009 organizzato assieme all’associazione floristica regionale Trafioriepiante, è stato varato questo manifesto.

 


I BUONI SITI: siti che trattano della tutela dell'ambiente anche con riguardo a Trieste
 

www.konradnews.it  sito della rivista Konrad di Trieste che tratta tematiche ambientali
www.legambientetrieste.it sito del circolo di Trieste di Legambiente

www.sos-alberi-fvg.it nato per iniziativa del Comitato per la salvaguardia degli alberi di Piazza Libertà a Trieste, tratta della tutela degli alberi
www.trafioriepiante.it sito di un gruppo di giardinieri amatoriali del Friuli - Venezia Giulia
 


segnalate cose brutte e cose belle della nostra città scrivendo a scrivi@triestebella.it
 

 

LE COSE BRUTTE

LA STORIA CONTINUA, MA COME FINIRA'?

Sul Piccolo abbiamo letto che, dopo aver ritirato il criticatissimo progetto per la sistemazione di piazza Libertà, il Comune ora vara un altro progetto che non ci è dato di conoscere, ma che secondo le parole del Sindaco dovrebbe essere migliore. Ma c’è il problema di fare presto, per non perdere i fondi statali. 
Se il Comune avesse subito adottato il progetto dello studio Zagari vincitore del concorso per la sistemazione delle Rive tenutosi nel lontano 2001, magari la piazza sarebbe già sistemata. Il progetto Zagari, infatti, riguardava oltre alle Rive anche piazza Libertà e, con una soluzione bella e rigorosa, prevedeva di ampliare il giardino storico unendolo alle altre due parti centrali, quella della sala Tripcovich e quella in cui era un tempo la mensa comunale. La grande area verde così formata avrebbe assunto un più degno aspetto e funto anche da rotatoria migliorando la circolazione dei veicoli.
Inspiegabilmente l’Amministrazione Di Piazza decise di buttare alle ortiche i risultati del concorso e di indirne uno nuovo (quanto è costato ai contribuenti? E la Corte dei Conti lo sa?) con il risultato di scegliere un progetto che, per ricavare una specie di sagrato davanti alla stazione, prevedeva di ridurre il giardino storico con il taglio di numerosi alberi e un percorso tipo pista di go–kart per le automobili. Per mitigare la sparizione dei grandi alberi il progetto prevedeva la piantagione di nuovi su parte di due lati della piazza, vicino agli edifici, con un risultato discutibile sotto il profilo storico (la piazza non ha mai avuto alberature sui marciapiedi), architettonico (alberare parte dei marciapiedi sarebbe il classico uno zoccolo e una scarpa), arboricolturale (gli alberi dei viali devono avere sufficiente spazio per lo sviluppo delle radici e delle chiome, altrimenti saranno sofferenti e si dovrà intervenire con frequenti e dannose potature per costringere le chiome in poco spazio).
Ci volle una lunga azione di protesta e la raccolta di circa 10.000 firme per convincere il Sindaco a cambiare idea. Ma si vede che egli non si è ricordato del progetto vincitore del concorso delle Rive, nonostante che a sua firma sia apparso ancora nel 2002, su una ricca pubblicazione dei risultati del concorso allegata alla rivista Domus, un ampio panegirico intitolato “Una nuova immagine di Trieste”.

Arch. Roberto Barocchi, arch. Alessia Cividin, arch. Alenka Franceschini, associazione Triestebella.
 

Il progetto Zagari

UN  CASO SINGOLARE DI APPROPRIAZIONE DI UN MARCIAPIEDE

A Trieste, in via Barbariga, un marciapiede è occupato per la maggior parte da una scala che porta a un'agenzia immobiliare. Lo strettissimo passaggio che rimane per i pedoni è ancor più ristretto da un'incomprensibile catena, messa proprio lì. Gli abitanti del rione che passano di lì non protestano? A vedere dalle condizioni del muro, la scala deve essere lì da decenni.  

IL COMUNE VUOLE DISFARSI DI VILLA COSULICH, MA PER FARE COSA?

Avevamo segnalato ancora nel  2008 la necessità di restaurare villa Cosulich (vedi: Villa Cosulich sta diventando un pericoloso rudere), e avevamo proposto che il Comune, se non sa che farsene, la venda a un provato con l'obbligo di restaurarla. Ma nel nuovo piano regolatore adottato (e ora, si è letto, ritirato) l'area di villa Cosulich con il suo giardino, salvo una piccola parte  è destinata a "zona turistica ricettiva marina!!!" senza indice di cubatura e con un indice di copertura del 50%!!!
Ci scrive Antonio Bussani: Questa sera ho appreso da alcuni abitanti di Gretta, della volontà del comune di Trieste di rendere edificabile buona parte della villa Cosulich (parco incluso) per la costruzione di 3 grattacieli da sei piani, e purtroppo mantenendo solo una piccola parte a giardino (circa metà dell'attuale zona con i giochi per bambini): Tale piano risulta al momento secretato (perche'?, chi?, come?). Sicuro di farvi piacere informandovi di tali fatti, spero di avere maggiori informazioni al piu' presto.
Ps: raccolta firme contro "l'esproprio dell'unica zona verde di Gretta" presso il rivenditore tabacchi e la latteria di Gretta
"


FIRMATE TUTTI E SPERIAMO CHE LA COSA SI CHIARISCA PRESTO

PIAZZA CON PALME  E  PARCHEGGIO DI OLIVO

(segnalazione inviata al Piccolo da Triestebella) Piazza S. Antonio Nuovo è uno dei più suggestivi spazi di Trieste, per l’unità architettonica degli edifici e la bella forma della chiesa neoclassica. Non le rende giustizia la sistemazione stile Selad, il benemerito ente che fece lavorare tanti disoccupati nel dopoguerra, con una modesta fontana, delle altrettanto modeste aiuole e un brutto lastricato malamente rabberciato con toppe in cemento (vedi in fondo a questa colonna: UN SELCIATO MALANDATO). Il progetto vincitore del concorso delle Rive prevedeva di riportarvi l’acqua, allungando il canale, come era un tempo e come sarebbe bello. Ma l’unico intervento del Comune è stato un recente rifacimento delle aiuole. Il che sarebbe meglio di niente, ma che ci azzeccano delle palme e palmette su una pacciamatura in sassolini bianchi come fosse una piazza siciliana? Non sarebbe stato meglio collocare piante autoctone o almeno con un aspetto più mitteleuropeo?
Ma il colmo dei colmi è che sul brutto lastricato da molti giorni è parcheggiato un vecchio ulivo con il suo pane di terra e i rami principali capitozzati. Ora, estirpare vecchi olivi per portarli nell’italia del nord, generalmente dalla Puglia, ma mi dicono anche dal Portogallo è già un atto di barbarie. Ma l’abbandono di uno di questi alberi venerandi sul selciato di una pubblica piazza è del tutto incomprensibile.
Il Comune ne sa qualcosa?

OSPEDALE PUZZOLENTE

(segnalazione inviata al Piccolo da Triestebella e pubblicata il 24.12.2009) Nell’atrio dell’ospedale di Cattinara aleggia un fastidioso e forte odore di olio strafritto proveniente evidentemente dalla pizzeria. Il fastidio non è solo fisico: preoccupa un tale fetore in un ospedale che dovrebbe essere pulitissimo e asettico. Potrebbe la Direzione dell’ospedale imporre al pizzaiolo un sistema di aereazione più efficace?

UNA ANTICA TORRE TROPPO MODERNIZZATA

"A Barcola  al numero 11 di via Nicolodi,  è  una torre  cilindrica, a due piani; coronata da una balconata in legno e con copertura a capanna in tegole. Questa costruzione, ora monumento tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, risale ia molti secoli addietro;  la tradizione popolare, che la definisce “torre turca”, l torre di avvistamento contro le scorribande dei pirati saraceni; almeno 1400 dunque.  ma la stessa era ancora abitata negli anni ’50 del secolo scorso.
All’inizio di quest’anno il monumento è stato restaurato in maniera,  non del tutto adeguata. Le facciate, per cui era prevista nel progetto la
conservazione secondo le metodologie degli originali, sono ora  di colore giallo ma le stesse, prima erano in pietra arenaria. Nel 1400 era in uso forse la malta, e per di più di colore giallo? ILa zoccolatura è, ora fatta con tecnica modernissima; ed il tipo tradizionale di riferimento previsto sul progetto dove è finito?Elpidio Fiano".


In effetti è strano che un edificio tutelato come storico sia stato modernizzato con un colore giallino molto di moda oggi e un basamento che dalla foto appare essere in cemento. Cosa ne pensa la Soprintendenza?

        

La torre com'è e come era prima del "restauro".

DUE CASERMONI AL POSTO DI UN GIARDINO

"Sono Stelio Cerneca del Comitato per la Difesa del Giardino di via Flavia e di altri comitati per la tutela dell'ambiente. Vi allego una foto del giardino per il quale ci stiamo battendo da ormai cinque anni per impedire la sua distruzione conseguente ad un progetto Comune-Ater contro il quale abbiamo fatto ricorso al Presidente della  Repubblica.
Nell'allegato,(che fa stringere il cuore) si può vedere il giardino attuale e il plastico di quanto avverrebbe nel caso che... senza contare che dentro a quel pozzo verrebbero iniettati gli scarichi di 250 autovetture in quanto sede di un garage pubblico.
Ho fatto molti articoli sulle "Segnalazioni" del nostro giornale, sono
stato in Commissione per la Trasparenza, ma se come spero, qualcuno può sinergizzare il tutto, anticipatamente ringrazio."

Signor Sindaco, signora Presidente dell'Ater di Trieste, ma davvero vi pare il caso di  costruire due casermoni su una spazio verde in una zona già ipercementificata come quella di via Flavia?

 

L'area interessata e, a destra com'è e come diventerebbe

UN RUDERE IN PIENO CENTRO: ABBIAMO UN'IDEA

All’inizio di via Cavana fa brutta mostra di sé il rudere di una graziosa chiesa cinquecentesca, (clicca qui per le foto). Sembra che il Comune non possa destinarla a museo della città, come era previsto alcuni anni fa, perché colei che lo ha lasciato in eredità ha disposto che venisse usata sempre a fini religiosi.
Allora, abbiamo un'idea: il Comune potrebbe restaurare la chiesa e l'adiacente casa parrocchiale destinando il complesso a museo della città, ma lasciare la chiesa anche ad uso religioso (potrebbe divenire la cappella civica) facendo fare una messa una volta all'anno in suffragio della benefattrice. La chiesa potrebbe poi contenere reperti del museo che avessero carattere religioso.

  13 SEMAFORI 13

Alla curva dell'Obelisco sono stati messi ben 13 semafori:  Non sarebbe stato più logico realizzare una rotatoria? Certo, c'è il problema del tram, ma pensiamo che collocare nelle intersezioni della rotatoria dei semafori da attivare solo al passaggio del tram sarebbe stato più economico con tutto vantaggio della scorrevolezza dell'incrocio.


UN PARCHEGGIO NON FINITO

In via di Cologna un parcheggio sotterraneo è ormai da tempo completato, salvo il lastrico solare che avrebbe dovuto, sembra, diventare un piccolo giardino pubblico. Signor Sindaco, va bene rifare le piazze del centro, ma in periferia niente?

ANCHE LI'

Anche  uno dei palazzi liberty più belli è stato sconciato da scritte teppistiche. O tempora, o mores.


UN BRUTTO CASOTTO

Trieste ha due cose fra le più belle al mondo: piazza Unità e il paesaggio che si vede dalle rive. Il quale paesaggio è come una musica bellissima con una stonatura: il sacro brufolo di Monte Grisa. Un'altra bruttura delle rive è questo inutile casotto anni '50 che sarebbe opera meritoria demolire.

 

CHE PECCATO!

Avevamo scritto della triste situazione in cui si trova la graziosa chiesetta dei santi Sebastiano e S. Rocco (clicca qui) Ora il Comune ha deciso: non solo trasformerà in uffici il piccolo museo orientale trasferendo "una parte" delle sue collezioni a S. Giusto (e il resto? In cantina?). ma anche la chiesetta e annessa canonica seicentesca sembra che faranno la stessa fine.

ORA SAPPIAMO A COSA SERVE

Avevamo scritto di una MAGICA PROTEZIONE di cui è dotata la Camera di commercio di Trieste (clicca qui per l'articolo e le foto), Ora finalmente sappiamo da cosa tale edificio è protetto: dalle infiltrazioni di umidità. Il Piccolo del 14 maggio riporta che Margherita Hack e altri fisici e astrofisici sono stati prosciolti in un processo loro intentato per diffamazione avendo paragonato quel magico "ordegno" ai raggiri di Vanna Marchi. Dall'articolo veniamo a sapere che esso è stato collocato al modico prezzo di 70.000 € "per difendere da umidità e muffe un palazzo costruito anticamente su palafitte come quelli di Venezia" (anch'essi dotati di tale protezione?). Ma come funziona l'apparecchio? Veniamo a sapere che l'inventore, tale Mario Zandegiacomo, nella vita docente di statistica, ha dichiarato "Mi guardo bene dallo spiegare in giro il principio segreto .... Quel che è scritto sulla targa richiede una cultura molto complessa per essere compreso..." Tanto è vero che neanche Margherita Hack né altri esimi fisici ci hanno capito qualcosa e hanno pensato che fosse una cosa alla Vanna Marchi. Forse ci vuole uno statistico per risolvere l'arcano?

Dal Piccolo del 15 maggio si apprende che la Corte dei Conti ha aperto un'indagine disponendo l'acquisizione di tutta la documentazione amministrativa. Chi sa che i magistrati della Corte dei Conti abbiano una cultura abbastanza complessa per capire di cosa si tratta. Quanto alla singolare terminologia riportata sulla targa, sempre dal Piccolo si apprende che secondo il Vicesegretario vicario della Camera di commercio "il testo della targa è una traduzione riuscita male da una frase in lingua tedesca..." Dal che si deduce che l'inventore del congegno, il triestino dott. Mario Zandegiacomo, usa esprimersi in tedesco.

AVREMO FRA QUALCHE ANNO UN BOSCO SPONTANEO IN VIA BAIAMONTI?

All'inizio di via Baiamonti un distributore di benzina è chiuso da molto tempo e nelle fessure fra i sampietrini la vegetazione si sta facendo strada in mezzo alle immondizie. Ancora qualche anno e al posto del distributore avremo magari un boschetto, cresciuto spontaneamente.


UN SELCIATO MALANDATO

In piazza S. Antonio Nuovo, fra il bell'edificio neoclassico della chiesa e il canale che sono, assieme a piazza Unità, i luoghi -cartoliga di Trieste, il selciato bruttino è stato malamente riparato con getti di cemento che , grazie ad alcune scanalature che fanno finta di essere delle fughe, vorrebbero rappresentare la pietra che non c'è più. magari rende di più elettoralmente lastricare in pietra una strada prima veicolare, ma sarebbe più giusto prima di tutto tenere in uno stato decoroso i luoghi più belli della città.


UNA PIAZZA CHE NON PIACE

Una visitatrice del nostro sito ci ha scritto: " ho  apprezzato i vs. servizi sul rifacimento obbrobrioso di molte piazze di   Trieste, ma ne avete dimenticata una: piazza Perugino. Io abito in zona e  vi assicuro evito di passarci perché  per me è qualcosa di insopportabile:  non è più una piazza, è un qualcosa di indescrivibile, quel catafalco (non  saprei altrimenti come definirlo)che copre quella che un tempo era una  bella piazza piena di verde, un luogo di incontro delle persone del rione. "
In effetti non è bello quel cumulo di vasoni messi lì come bidoni in un deposito, e quei 4 lampioni finti antichi con fontanelle non funzionanti c'entrano, con l'arida massa cementizia, come i cavoli a merenda. Nella foto si vedono alcune persone sedute a godere del primo sole marzolino, il che non depone in favore dell'amenità della piazza, ma piuttosto del bisogno di spazi in cui sostare.
Sull'argomento Sergio Predonzan ha scritto: (vedi pagina Lettere).


CEMENTO IN COSTIERA

la costa fra Trieste e il Villaggio del Pescatore e il soprastante ciglione carsico sono una splendida cornice verde del Golfo di Trieste, ma cgrazie a un piano regolatore che andrebbe rivisto, si continua acementigicarla. Leggi il documento del WWWF cemento in costiera.



Foto inviate dal WWF Trieste.

UN ALTRO RUDERE

Nel parco di Villa Revoltella il rudere della "Casa del cappellano" fa brutta mostra di sé. Ma, signor sindaco, non sarebbe meglio eliminare tali sconcezze restaurando degli edifici di valore storico prima di fare altri costose rifacimenti di piazze e strade lastricate in pietra del centro? Certo, le piazze rinnovate del centro si vedono di più  e sono più produttive in termini di voti, ma è come voler dare una costosa pelliccia a chi ha le scarpe rotte: prima le scarpe, e poi ben venga la pelliccia. Anche perché più un edificio antico va in rovina, più sarà difficile e costoso restaurarlo.

Foto inviata da Bruno Biasatto

FEROCI POTATORI

Ad ogni stagione silvana, da ottore a marzo, squadre di feroci potatori(clicca qui per il seguito del testo e le foto)

UNA MAGICA PROTEZIONE

Nell’atrio del palazzo della Camera di Commercio, sulla parete sinistra guardando l’uscita, si nota una singolare targa con cornice lignea in cui è scritto: (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

UN RUDERE IN PIENO CENTRO

All’inizio di via Cavana fa brutta mostra di sé il rudere di una graziosa chiesa cinquecentesca, (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

VILLA COSULICH STA DIVENTANDO UN PERICOLOSO RUDERE

 In strada del Friuli al n. 36 il giardino della villa Cosulich è stato adattato a parco pubblico. La villa, invece, sta diventando un rudere (già dei solai sono crollati e il tetto è probabilmente in cattive condizioni, mentre i muri sono ancora in buono stato). (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

IL PIÙ BELL’EDIFICIO DI ARCHITETTURA MODERNA VA IN ROVINA

 L’ex fabbrica Sadoch in viale Ippodromo fu progettata dall’architetto Boico, che riteniamo essere, assieme a Rogers, il più illustre esponente dell’architettura moderna triestina.
(clicca qui per il seguito del testo e le foto)

TALIANI DE TRIESTE

 A Trieste si dice talian  (clicca qui per il seguito del testo e le foto)

VIVA LE ROTATORIE

Anche a Trieste si cominciano timidamente a costruire rotatorie al posto di incroci semaforizzati. Le rotatorie sono spesso molto utili per rendere più fluido il traffico agli incroci e nel resto d’Italia sono molto diffuse. Sarebbe bene che il Comune prendesse più coraggio e ne costruisse, ad esempio, in piazza Foraggi, al’incrocio fra via Flavia e via Valmaura nei pressi dello Stadio, all’incrocio davanti al bar Flavia in modo da ridurre le file causate dai semafori.

Finalmente una rotatoria anche a Trieste, nonostante le proteste dei commercianti che temevano la riduzione di qualche parcheggio. La rotatoria, a S. Giacomo, funziona benissimo.

E  A  PROPOSITO DI SEMAFORI

Perché no se pol munire i semafori che devono rimanere di lampade a led, molto più risparmiose, durevoli e anche visibili, come fanno, ad esempio, a Bologna? Sembra che si possa risparmiare l'80% del costo dell'energia elettrica e che i led si ammortizzino in circa 4 anni.

PARCHEGGI INTERRATI E CASOTTI

I parcheggi interrati sono una bella cosa, anche perché non si vedono e non occupano volumi in superficie, ma, se non sono progettati con un occhio anche all'aspetto estetico, producono danni nel paesaggio urbano. É il caso del parcheggio davanti a Tribunale, severo e dignitoso edificio che ha trasformato la piazza in uno spazio caotico con tre brutti casotti. Si sarebbe potuto curare di più quel luogo e dotare il parcheggio di accessi pedonali con rampe inclinate (ne sarebbe bastato uno) percorribili anche dalle sedie a rotelle. Un altro caso è quello di piazza S. Giacomo, sistemata in modo discreto, ma con un ingombrante casotto che l'uso del vetro non rende invisibile. In questo caso sarebbe bastato usare per gli handicappati l'entrata dalla via al piano sottostante sostituendo i 3 gradini dell'entrata con una rampetta.

  

Nella prima foto, il brutto casotto di entrata al parcheggio ricorda vagamente una postazione di artiglieria antiaerea che dei vasi di piante cercano vanamente di mascherare.

Una soluzione molto più bella in piazza Vittorio Veneto: una rampa di scale munita di montascale.

  

Nella prima foto l'ingombrante casotto in piazza S. Giacomo. Nella seconda l'accesso pedonale sotto la piazza che poteva essere reso agibile anche agli handicappati. Nella terza, l'accesso veicolare che avrebbe potuto essere ampliato realizzando anche un accesso pedonale senza barriere architettoniche.

 

 

LE COSE BELLE

COSì SI POTANO GLI ALBERI

Un albero sano non necessita di potature. Tuttavia a volte è necessario fare delle potature di rimonda per togliere i remi secchi e malati o che danno fastidio o per ridurre la chioma quando gli alberi sono stati piantati troppo vicini o per dare loro un portamento più naturale quando sono stati potati male. 
Nel giardino di via Capodistria il dendrologo valvason ha potato un platano che vari anni fa era stato capitozzato per riportarlo a un aspetto più naturale e ridurne la tendenza (caratteristica degli alberi capitozzati ) a crescere in altezza con pericolo di schianto a causa della bora; ha potato anche il cipresso dell'Arizona vicino (troppo) al platano per lasciare spazio fra i rami in modo che il cipresso non faccia vela alla bora e che entri la luce per rafforzare il tronco e ridurre lo sviluppo dei rami in cerca di luce.

   

Il platano e il cipresso come si presentano dopo la potatura: si noti che il platano, nonostante sia stato sottoposto a una potatura pesante per ridargli una forma naturale mantiene ancora molti rami secondari che produrranno prontamente le foglie in primavera. A destra due miseri platani su una strada comunale orrendamente  capitozzati fotografati nello stesso giorno in cui è stata presa la foto a sinistra.

UN ALTRO PASSO CONTRO LE PIANTE INFESTANTI

A seguito delle nostre richieste e per l'interessamento del consigliere regionale Corazza La Regione ha stanziato nel bilancio 2010 20.000 euro per prime azioni di lotta alle piante infestanti. Ora il disegno di legge da noi proposto nell'ottobre 2009 è finalmente divenuto legge come articolo n. 64, comma 29 della legge regionale n. 17/2010 che inserisce nella legge forestale n. 9/2007 gli articoli 70 bis, 78 ter e 78 quater.

L'ERSA e l'Ispettorato delle foreste di Trieste stanno conducendo delle sperimentazioni di lotta all'ailanto che sta stravolgendo il paesaggio carsico. Si tratta di una goccia nel mare, ma almeno è un inizio.

E il Senecio inaequidens?

E l'Ambrosia artemisiifolia?

Il prof. Livio Poldini e tecnici dell'Ispettorato foreste e dell'Ersa in una particella ove l'ailanto è stato disseccato con l'irrorazione di glifosate.

Esperimento di taglio di piante giovani di ailanto mediante decespugliatore. A questo taglio seguiranno tagli successivi ravvicinati sulle stesse piante appena avranno prodotto altri rami, per farle morire esaurendo la loro vitalità. Le parti tagliate vengono poi portate in un'area priva di vegetazione per essere bruciate.

BELLO, MA NON DA NOI

A Lubiana, nel centro storico, si trovano questi bei cassonetti interrati. A Trieste ce ne sono, ma con un aspetto più tetro, sorta di bacoli neri,  in piazza Goldoni e si attende di vedere quelli che saranno messi in piazza della Borsa.

 

LA PISTA CICLOPEDONALE TRIESTE – DRAGA S. ELIA

La recente conclusione dei lavori sulla pista ciclo-pedonale Trieste-Draga S. Elia nel tratto adiacente a Via Campanelle è un evento positivo degno di nota.    
Il percorso, che calca il sedime del tracciato tardo ottocentesco dell'ex linea ferroviaria Trieste – Herpeljie dismessa 52 anni fa, mette in collegamento il rione di San Giacomo con zone popolose quali Altura, Campanelle e punti di interesse pubblico come l'Ospedale infantile Burlo – Garofalo e l'I.P.S.I.A. Galvani.

La pista ciclo-pedonale di indubbia suggestione è a doppio senso di marcia e si snoda per 12 Km con una larghezza di 4,4 m ed una pendenza modesta che mai supera il 3,2%.

Viene usata ogni giorno da molte triestine e triestini per passeggiare, fare footing, spingere carrozzine con bebè, sfrecciare con le biciclette ed ammirare e fotografare il paesaggio da nuovi cannocchiali prospettici. Essa riveste un grande interesse naturalistico e paesaggistico per il territorio e la mobilità urbana triestina che purtroppo ha il triste primato negativo per l'uso e gli spazi destinati alle bici.

D'altronde in Italia siamo lontanissimi dai 1019 Km annui medi percorsi in bici per abitante in Olanda o ai 958 Km della Danimarca e la lodevole opera provinciale fa già comunque parte del 10% dei 12.000 Km da realizzarsi nel territorio nazionale.

9.4.2010 Prof. Fabio Dotta

Tutto è bene quel che finisce bene e dopo molti anni abbiamo finalmente la grande pista cicopedonale. Speriamo che ora venga mantenuta e non ridiventi un immondezzaio. Quando, negli anni '90 la Provincia decise di realizzare il primo lotto in val Rosandra (costo, se ben ricordo, 8 miliardi di lire) gli ambientalisti protestarono perché non volevano che i cicilisti corressero in val Rosandra disturbando i visitatori intenti ad ammirare il luogo. E non si può dire che avessero torto. Verso la fine degli anni '80 l'Ispettorato delle foreste aveva già sistemato il tratto dell'ex ferrovia in val Rosandra a strada antincendio e pedonale con una spesa di soli 8 milioni di lire (ottomilioni) compresi dei movimenti di terra per costruire un piccolo tratto al posto di un ponte precedentemente demolito. Magari sarebbe stato bello che il tratto che attraversa la val Rosandra fosse stato riservato ai soli gitanti a piedi. RB


UNA BELLA NOTIZIA (PER MUGGIA)
E A TRIESTE QUANDO?

A Muggia saranno collocate 856 lampade a led per l'illuminazione cittadina con un risparmio di energia elettrica pari al 50%. Se la resa sarà quella prevista il Comune sostituirà anche le altre lampade, in tutto 2.600. le lampade a led sono dotate di una centralina che regola il flusso luminoso con un ulteriore risparmio e in ogni lampada possono rompersi fino a 20 led (che notoriamente hanno lunga durata) senza una sensibile diminuzione dell'illuminazione. le lampade a led poi sono molto direzionali e proietteranno la luce verso il basso senza dispersione e conseguente inquinamento luminoso.

Sior sindaco, e a Trieste gnente?

FINALMENTE FUNZIONANO?

Nella colonna delle cose brutte  (vedere in fondo alla colonna: IN CORSICA LO FANNO ...) avevamo scritto dei cassonetti interrati in piazza Goldoni che parevano inutilizzati. Ora sembra che funzionino e che il Comune intenda collocarne altri in piazza della Borsa. Finalmente siamo arrivati quanto a decoro urbano a livello della Corsica. Magari sarebbe bello che avessero forme più gentili e vivaci di quelle di piazza Goldoni (ma per carità, signor sindaco, che non siano "in stile" come piace a Lei).

ADELANTE, MA CON JUICIO

Piano piano anche a Trieste si vedono spuntare le benefiche rotatorie. Dopo quella graziosa di S. Giacomo (vedi foto in VIVA LE ROTATORIE nella colonna LE COSE BRUTTE, una provvisoria è stata messa all'incrocio fra le vie Valmaura e Ratto della Pileria. Su, signor Sindaco, prenda coraggio e ne faccia costruire molte di più.

La rotatoria provvisoria in via Valmaura. Speriamo che venga presto sostituita da una graziosa rotatoria definitiva come quella in via dell'Istria.

BELLO, MA...

Via di Cavana è stata pavimentata in pietra e pedonalizzata, così si ha una passeggiata quasi continua fra piazza della Borsa, piazza Unità, piazza Cavana e piazza Hortis. Una cosa molto bella, ma:

  1. non sarebbe stato meglio usare quei soldi per restaurare almeno la facciata della graziosa chiesetta di S. Rocco? (clicca qui per il testo e le foto sulla chiesetta)

  2. perché collocare dei lampioni finti antichi che più finti non si può, tanto che  cercano con poca convinzione di rappresentare gli antichi ferai?

  

La strada pedonalizzata. a destra, il simulacro di fanale del lampione con i quattro pilastrini che, invece di fare da cornice ai vetri, come nei fanali di una volta, sostengono un fanale evidentemente elettrico.

L'EMEROTECA COMUNALE

Nella tranquilla piazza Hortis uno spazio confortevole in cui leggere gratuitamente giornali e riviste italiani ed esteri.

UNA CHICCA IN SACCHETTA

L'ex stazione di servizio progettata dall'arch. Rogers è una delle poche opere di valore nel deserto dell'architettura contemporanea triestina. L'averla restaurata è opera meritevole ed è meritevole averla trasformata in un piccolo centro di cultura con uno spazio per mostre. Chi si trova da quelle parti e ha bisogno di un caffè, lo vada a prendere nel bar di questo gioiellino dando così la sua solidarietà umana e, perché no, anche economica all'iniziativa.

BELLA?

Se piazza Venezia fosse stata sistemata secondo il progetto vincitore del concorso delle Rive del 2002 sarebbe certo più moderna, ma si sa che a Trieste l'architettura moderna no se pol. La sistemazione appena inaugurata è molto tradizionale, ma fa la sua dignitosa figura, con l'imponente statua di Massimiliano circondata da aiuole con gli alberi precedenti, ahimè, capitozzati. Ci sono anche dei cubi di forme moderne a far da panchine antibarboni. Simpatica la pacciamatura delle aiuole laterali in granulato di due diverse grossezze, in attesa, si presume, che nella bella stagione vi siano collocate piante fiorite.


FINALMENTE PULIZIA, LE ROULOTTE VANNO VIA

Una bella notizia sul Piccolo del 13 dicembre: i vigili rimuovono110 roulotte stanziali. Da anni il Carso è invaso da roulotte utilizzate come seconde case, villette dei poveri che facevano finta di essere parcheggiate. Qualche decennio fa un pretore di Firenze condannò un proprietario di una roulotte usata come casetta impropria, ma da allora la battaglia contro queste baraccopoli con ruote languiva. Finalmente i vigili di Trieste, forti di un articolo del DPR 380 del 2001 7 anni fa) si stanno dando da fare. E la forestale, che dovrebbe sorvegliare i boschi carsici, cosa fa?

UN GRAZIOSO COMPLESSO SCULTOREO.

Nel 1997, in occasione del raduno dei Bersaglieri, fu posto sulla riva davanti a piazza Unità questo complesso scultoreo. Ma non passò molto tempo, e il solito cittadino nosepòl scrisse alle segnalazioni del Piccolo chiedendo come mai tali statue non erano state rimosse dopo la manifestazione. Gli rispose il pittore Chersicla esprimendo il parere che tale opera fosse bella e degna di restare, e non si può che dargli ragione. La scultura non solo è di buona fattura ed è discreta, nel senso che non disturba minimamente il paesaggio della piazza, ma è anche molto simpatica, mostrando a sinistra un bersagliere che arriva di corsa e a destra un gruppo di due mule di Trieste in atteggiamento sereno e disinvolto. Il monumento incuriosisce i turisti, molti dei quali vi si fanno fotografare davanti.

 


UN MODO SIMPATICO PER CELEBRARE DEI MAESTRI DELLA LETTERATURA

 Italo Svevo, James Joice, Umberto Saba sono stati celebrati con delle simpatiche statue che li mostrano come se ancora camminassero per Trieste. Molti passanti si fermano, le guardano, leggono le targhe, magari qualcuno dà loro una carezza. Ciò che non succede per le statue tradizionali su piedestalli. L’idea non è nuova: da molti anni una statua raffigurante il poeta Fernando Pessoa seduto a un tavolino si trova davanti al caffè A Brasileira a Lisbona. Ma è un’ottima idea e sarebbe bello che statue di altre persone che hanno portato lustro a Trieste popolassero le nostre vie.

      

COLONNINE ESPLICATIVE

Colonnine in acciaio cor-ten di semplice e bella forma cominciano ad apparire in città portando dei piccoli cartelli con la spiegazione in italiano e inglese di cosa c’era una volta in quei posti. Le loro dimensioni discrete non danno alcun fastidio. Peccato che le piantine che riportano siano poco leggibili: sarebbe stato meglio farle un po’ più grandi e con qualche colore.
Descrivere con targhe, purché non ingombranti, la storia e le bellezze dei luoghi è un modo civile per far conoscere ed amare la nostra città. Attendiamo altre colonnine.

          


FINALMENTE IL COMUNE PENSA ALLE BICICLETTE

Sono apparsi da poco in centro degli eleganti stalli per biciclette in acciaio inossidabile. Oltre che belli, sono anche molto graditi, come si vede dalla foto, tanto che altre bici sono parcheggiate sugli alberi vicini. Ma, signor Sindaco, come mai ha concesso che venissero collocati degli arredi urbani così moderni invece di quelli (vedasi lampioni sulle Rive) finti antichi, magari con qualche foglia di acanto?

 

SPAZIO A DISPOSIZIONE PER ALTRE COSE BELLE

purtroppo sono pochine


Se ami il paesaggio: www.ilpaesaggio.eu


ultimo aggiornamento 20.1.2012

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