![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
||||
|
Triestebella
|
|||||||
|
Sito del club per una Trieste più bella |
|||||||
|
CHI SIAMO |
LETTERE |
IMMAGINI DI TRIESTE |
TRIESTE INSOLITA |
LINKS |
|||
|
AGLI AMMINISTRATORI DEI COMUNI E DELLA PROVINCIA DI TRIESTE LE PIANTE CRESCANO SECONDO NATURA Un albero correttamente piantato e coltivato, in assenza di patologie specifiche, non necessita di potature. (art. 4, regolamento del verde urbano pubblico e privato e delle aree incolte di Rimini; analoghe frasi sono contenute nell’art. 1, comma 1 del regolamento del verde pubblico e privato di Torino e nell’art. 7, comma 1 del regolamento del verde di Parma). Chiediamo che non si piantino più alberi da potare in forma obbligata, che si limitino le potature allo stretto necessario per eliminare i rami secchi, marcescenti o ingombranti o per mantenere le piante trattate in forma obbligata ancora esistenti, che si piantino i nuovi alberi a regola d’arte, scegliendo fra le specie più adeguate con un sesto adeguato lasciando loro spazio per la crescita delle radici e delle chiome, che nei lavori di cantiere si seguano accorgimenti per non danneggiare gli alberi e non compattare il terreno ove crescono. Che venga verificata la competenza tecnica delle imprese che curano la manutenzione del verde urbano. Che in tutti gli interventi in aree verdi vengano rispettate le norme del Regolamento comunale sul verde pubblico. COMBATTIAMO L’IGNORANZA DEI POTATORI IMPROVVISATI Molti privati, vedendo le drastiche potature lungo i viali cittadini, credono per emulazione di dover capitozzare nei loro giardini non solo le latifoglie, ma talvolta persino le conifere, con risultati disastrosi per l’estetica e per la vitalità delle piante. I nuovi interventi edilizi in are private comportano molto spesso l’abbattimento di alberi d’alto fusto senza nessuna considerazione delle specie e delle dimensioni delle piante e del loro valore paesaggistico. Chiediamo che i Comuni della Provincia emanino dei regolamenti per il verde non solo pubblico, ma anche privato, con corrette norme sugli abbattimenti, sulle potature e sul divieto di capitozzature. COMBATTIAMO LE PIANTE DANNOSE PER L’AMBIENTE E LA SALUTE UMANA L’ailanto ha invaso i bordi delle strade e ora sta cambiando il paesaggio vegetale del Carso. Il senecio contiene un alcaloide epatotossico che può avvelenare il miele e il latte; l’ambrosia è una pianta fortemente allergenica. È stato presentato in Consiglio regionale un disegno di legge per la lotta a queste piante. Chiediamo che i Comuni e la Provincia lungo le strade di loro competenza e nei terreni di loro proprietà conducano la lotta a queste piante dannose. DIAMO AI CITTADINI GLI ORTI URBANI In varie città da molti anni i Comuni hanno destinato aree incolte ad orti urbani, divisi in piccoli appezzamenti dati in gestione a cittadini, scuole e associazioni. Chiediamo che anche i Comuni della nostra Provincia e l’Amministrazione Provinciale destinino aree libere di loro proprietà ad orti urbani che siano progettati in modo da ben inserirsi nel paesaggio.
Sottoscritto da: Giulia Giacomich Presidente di Italia Nostra, Sezione di Trieste: Lino Santoro Presidente di Legambiente, Sezione di Trieste; Mariangela Barbiero Presidente dell’Associazione orticola del F-VG Trafioriepiante; Roberto Barocchi Presidente dell’associazione Triestebella; Sara Ferluga per il Comitato di Piazza libertà, dal prof. Livio Poldini, botanico e dal dott. Vladimir Vremec, già direttore del verde pubblico di Trieste.
|
|||||||
|
|
|||||||