Triestebella

 

Sito del club per una Trieste più bella
scopo del sito e del club è di diffondere la cultura di una città ordinata e civile con la valorizzazione  delle sue belezze e particolarità e l'eliminazione delle sue brutture e incongruenze


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28 IDEE PER UNA TRIESTE PIÙ BELLA

 Triestebella è un’associazione che si occupa del decoro della città e del territorio provinciale segnalando situazioni di degrado e proponendo idee.

Con l’inizio della nuova Amministrazione comunale di Trieste proponiamo alcune idee per migliorare la nostra città.

Le idee sono esposte in ordine alfabetico. Le parole in neretto rimandano alle relative voci.  

1 AREA ARCHEOLOGICA DI S. GIUSTO E VIA DEI CAPITELLI

Devono essere completati gli scavi nell’area di via Capitelli per portare alla luce altri reperti di epoca romana in quello che probbilmente era il retroporto romano di Trieste.

Deve essere poi realizzato un percorso archeologico realizzando un degno accesso. Non devono conseguentemente essere costruiti in tale area i nuovi edifici previsti dal progetto adottato di piano particolareggiato.

 2 AREE GIOCO DI VICINATO

I bambini non giocano più in strada come facevamo noi. Ciò comporta danni fisici (obesità, poca agilità) e forse anche comportamentali dovuti all’isolamento in casa.

Il Comune dovrebbe incentivare le aree per gioco di vicinato (sotto casa) recuperando spazi inutilizzati e anche trasformando aree verdi poco frequentate.

Si possono pubblicizzare queste aree con cartelli al loro ingresso con una scritta a vivaci colori del tipo: QUISIGIOCA.

Si possono istituire i NONNIGIOCO incaricando dei pensionati volontari di sorvegliare nelle ore pomeridiane le aree gioco e di curarne la piccola manutenzione.

Una di queste aree si potrebbe realizzare restaurando l’area per verde e gioco esistente in via Flavia all’altezzo circa del palazzetto dell sport.

 3 BARRIERE ANTIRUMORE

La grande viabilità cittadina comporta un notevole inquinamento acustico nei rioni attraversati. Questo può essere risolto con altre barriere antirumore oltre a quelle poche già esistenti.

 4 BICICLETTE

Le biciclette non servono solo per fare attività fisica, ma dovrebbero essere, come in molte città, degli economici e salutari mezzi di trasporto. Dovrebbero essere realizzzate delle piste ciclabili urbane, nelle parti non troppo acclivi e soprattutto nel centro e prima periferia, anche utilizzando parti dei marciapiedi più larghi ovvero allargando i marciapiedi ove possibile.

Andrebbe anche studiato un percorso ciclabile da Trieste a Muggia e S. Dorligo lungo le vie Flavia, Baiamonti, Svevo, campi Elisi, passeggio S. Andrea, Rive.

Vanno collocati altri parcheggi per biciclette come quelli molto belli in acciaio inossidabile già collocati in centro.

 5 CAMPAGNA PER TRIESTE PULITA

Vanno anche bene le multe salate per chi orina o butta cartacce, ma sarebbe utile una campagna con opuscoli distribuiti nelle case e manifesti con il seguente slogan:

TRIESTE È CASA TUA, TIENLA PULITA

Andrebbe inoltre valutata la possibilità di istituire dei gabinetti pubblici, come era una volta.

 6 CASA DELL’ACQUA

Esistono in Italia oltre 300 chioschi dell’acqua che distribuiscono acqua pubblica sia liscia che gasata, generalmente gratis (il più noto è quello in piazza della Signoria a Firenze).

Si può chiedere all’ACEGAS come forma di sponsorizzazione di mettere una casa dell’acqua sulle rive o in piazza della Borsa.

 7 CASERMA DELLA POLSTRADA

La Caserma della Polstrada di Roiano andrebbe finalmente riconvertita in parcheggi, verde, asili nido.

 8 CENTRO STORICO

Il piano particolareggiato del centro storico adottato dalla precedente amministrazione deve essere rivisto in quanto molto burocratico e poco architettonico.

Andrebbe anche ampliato il perimetro del centro storico comprendendo le Rive.

In particolare, per alcune parti del centro storico si propone quanto segue:

1.   nell’area di via Capitelli in luogo dei brutti volumi edilizi previsti dal piano particolareggiato adottato va prevista una sistemazione con pochi o nessun volume che provilegi gli spazi rispetto ai pieni valorizzando l’area archeologica e la visuale verso il colle di S. Giusto; l’area dell’attuale parcheggio comunale a cielo aperto potrebbe essere occupata da un parcheggio di pochi piani coperto di verde su un piano inclinato che ricostituisca il pendio originariodella base del colle;

2.   Nella ricostruzione dell’edificio lungo via Punta del Forno dovrebbero essere evitate forme pseudoantiche privilegiando invece una tipologia moderna;

3.    In via Teatro Romano andrebbe completato il retro di palazzo Marenzi secondo il progetto dell’architetto Pirzio Biroli;

4.    In via Torbandena andrebbe risolto l’incastro fra l’edificio piacentiniano e il tessuto antico anche con un piccolo edificio di raccordo.

 9 CORI E SCUOLE DI DANZA

A Trieste operano molti cori. Il Comune può inserire fra le manifestazioni musicali estive in piazza Unità e in altre piazze una rassegna di cori per dare spazio a questa bella forma di attività volontaria.

I cori sono disposti a cantare gratis e non hanno bisogno di impianto di amplificazione e mixaggio: basta un microfono per il presentatore.

Si potrebbe anche inserire una rassegna di scuole di danza.

 10 EDIFICI IN ROVINA E ALTRE BRUTTURE

Vanno recuperati vari edifici in rovina. Ad esempio:

1.   l’ex fabbrica Sadoch in viale Ippodromo progettata dalll’architetto Boico è probabilmente il migliore esempio di architettura moderna in una città che ha poche valide opere moderne. Ridotta a un rudere da un imprenditore ora fallito, andrebbe recuperata. Sarebbe andata bene come sede della facoltà di architettura, che però è stata trasferita a Gorizia. Potrebbe magari essere sede di uffici comunali;

2.    l’ex mensa della Fabbrica Macchine fra via Locchi e via delle Fiamme Gialle, pregevole opera dello studio di architettura BBPR, è in rovina e andrebbe restaurata;

3.    dietro la fabbrica Sadoch fra via Pollaiuolo e via Pordenone un isolato di casette è allo stato di rudere. Il Comune dovrebbe intervenire; si potrebbe forse realizzarvi un complesso di case popolari tramite l’Ater dopo aver espropriato i ruderi;

4.      la chiesetta di S. Rocco all’inizio di Cavana giace da decenni chiusa e cadente. É stata ceduta dal Comune alla Curia in cambio di denaro che il Comune si é impegnato a spendere per restaurare altre chiese. É stata a nostro parere un’operazione non opportuna. La chiesa e l’adiacente casa anch’essa in rovina potevano, assieme al museo di arte orientale, costituire un unico complesso museale collocandoci il museo della città, come inizialmente previsto; per risolvere il vincolo dell’eredità si sarebbe potuto nominarla cappella civica e celebrarvi una messa all’anno. Ora occorre che la Curia la sistemi quanto prima;

5.    in piazza Cavana il restauro di due edifici è fermo da anni;

6.    la bella villa Cosulich in strada del Friuli è allo stato di rovina; la variante 118 prevede di destinare l’ area a zona turistica marina (sic!) Il Comune potrebbe venderla assieme a una piccola parte del giardino, a condizione che venga restaurata, lasciando il resto all’uso pubblico;

7.    in via dell’Agro, fra via D’Annunzio e via della Tesa si trovano i ruderi di alcune casette; anche lì il Comune dovrebbe intervenire: data la limitata superficie, più che ricostruire un edificio, magari di edilizia popolare, converrebbe realizzare un’area gioco di vicinato;

8.    In via degli artisti due grandi edifici sono da anni abbandonati e cadenti. Se i proprietari non intendono recuperarli, potrebbero essere trasformati in abitazioni ATER;

9.    nel parco Revoltella va restaurata la casa del cappellano ora in rovina;

10.    un brutto casotto all’inizio del molo Audace è chiuso da decenni; andrebbe eliminato;

11.    andrebbe eliminata l’edicola per la vendita di frutta e verdura che da decenni è chiusa all’inizio della salita di via S. Marco.

Inoltre, in via Barbariga un marciapiede è occupato per la maggior parte da una scala che porta a un'agenzia immobiliare. Lo strettissimo passaggio che rimane per i pedoni è ancor più ristretto da un'incomprensibile catena, messa proprio lì. A vedere dalle condizioni del muro, la scala deve essere lì da decenni. Il Comune dovrebbe intervenire in qualche modo.

 11 EX PESCHERIA

L’ex pescheria, se usata solo come contenitore di alcune mostre, é sprecata. Potendo trasferire l’acquario, magari in Porto Vecchio in un unico plesso museale (v. musei) si potrebbe dotarla di un bar e una rivendita di libri e giornali come era il Tergesteo e farne un TERGESTEO A MARE, una piazza coperta con libero accesso, pur potendo rimanere sede di mostre, si spera più prestigiose, anche con ingresso a pagamento chiudendola in tali occasioni con pareti mobili.

 12 ILLUMINAZIONE E SEMAFORI A LED

Il Comune di Muggia, come già altre città, sta convertendo l’illuminazione pubblica e i semafori con impianti a led meno energivori e di maggiore durata.

Anche Trieste dovrebbe seguire questa strada, con un piano di graduale sostituzione degli impianti.

 13 ISOLE ECOLOGICHE

Al posto dei brutti gruppi di cassonetti si dovrebbero ove possibile realizzare delle isole ecologiche, spazi  recintati da siepi in modo da non rendere visibili i cassonetti dall’ esterno. Le isole ecologiche dovrebbero contenere anche cassonetti per ramaglie, materiale che può essere usato per il riscaldamento a biomassa (v. teleriscaldamento).

Comunque, se si facesse una raccolta differenziata porta a porta, come avviene già in vari comuni della Regione, la maggior parte dei cassonetti dovrebbe sparire.

 14 MUSEI

Collocare il museo di storia naturale in periferia nell’ex caserma di via Cumano, con accesso da via Tominz, stada a senso unico e senza adeguati parcheggi, è stato un atto di rara stupidità.

Per far sì che i musei cittadini siano frequentati occorre accorparli quando possibile in plessi museali aventi una dimensione sufficiente. É il caso dei musei tecnici e scientifici, che potrebbero essere collocati in Porto Vecchio attorno all’ex stazione idrodinamica in corso di restauro, e cioè: il museo Enriquez ora abbandonato nella stessa caserma di via Cumano, il museo di storia naturale, il museo del mare troppo compresso nella sede attuale in sacchetta, il museo del porto, l’acquario o parco del mare che dir si voglia. Uno specchio d’acqua del Porto Vecchio potrebbe essere destinato ad accogliere navi storiche. Il plesso museale andrebbe dotato anche di bar, tavola calda, spazi per merchandising.

 15 ORTI URBANI

Vanno istituiti orti urbani per gli anziani e le famiglie su terreni comunali non altrimenti utillizzati o su terreni destinati a verde urbano poco frequentati. Gli orti urbani sono costituiti da piccoli appezzamenti recintati di circa 100 mq dotati ognuno di acqua e di un piccolo riparo per gli attrezzi. Le aree per orti urbani dovrebbero essere circondate da una fascia di verde.

 16 PALACONGRESSI

Non ha senso un palacongressi che sventrerebbe il palazzo Carciotti: si sta ampliando quello della Stazione Marittima (purtroppo non viene realizzato l’interessante progetto dell’architetto Bellini, vincitore del concorso delle Rive del 2002) e si farà un’altra sala congressi nel Silo vicino alla stazione ferroviaria.

Il palazzo Carciotti è più adatto come sede museale (ad esempio pinacoteca) o anche come sede di uffici pubblici o direzionali.

 17 PERIODICO DEL COMUNE

Valutare la possibilità (se non costa troppo) di inviare ogni qualche mese ad ogni famiglia un bollettino di informazioni sulle nuove iniziative del Comune e per aiutare i cittadini ad usufruire dei servizi comunali (indirizzi e orari di ogni ufficio e pratiche che svolge, centri estivi, come iscriversi agli asili nido, ecc.) Il periodico non dovrebbe essere celebratorio del Sindaco e assessori.

 18 PIANO DEL TRAFFICO

Va approvato con gli aggiornamenti opportuni il piano del Traffico che la precedente Amministrazione non è riuscito ad approvare, ma va considerato che è difficile snellire il traffico solo spostando i sensi unici: occorre invece realizzare molte rotatorie.

Occorre anche varare un piano dei parcheggi, in particolare prevedendo parcheggi di dissuasione in aree periferiche ma non troppo, collegati con bus navetta o con frequenti linee di bus.

 19 PIANTE INFESTANTI

Deve essere condotta lungo le strade comunali e nei terreni di proprietà del Comune la lotta alle piante infestanti dannose per l’ambiente e la salute umana: ailanto, Ambrosia artemisiifolia, Senecio inaequidens, come indicato negli articoli 78 bis, ter e quater della legge regionale n. 9/2007.

 20 PIAZZA LIBERTÀ

Piazza Libertà poteva essere sistemata secondo il progetto vincitore del concorso per la sistemazione delle rive. Fu fatto invece un altro concorso, ma il progetto vincitore, cervellotico, che prevedeva l’ abbattimento di alcuni alberi, alla fine fu abbandonato a seguito di vibrate proteste dei cittadini con la raccolta di circa 5.000 firme. È stato poi redatto un altro progetto a firma degli stessi progettisti vincitori del secondo concorso, che è meno peggio, ma non di grande pregio.

Si propone, se è ancora possibile, di riprendere il progetto del 2002 che prevedeva di unire le tre aree centrali della piazza in un unico grande giardino, con il vantaggio di costituire un bell’accesso alla città per chi viene dalla stazione ferrovioaria e di formare una rotatoria che snellirebbe il traffico. La sala Tripcovich, che doveva essere provvisoria in attesa del restauro del Verdi, potrebbe essere ritrasformata in stazione delle corriere secondo il progetto originario dell’arch. Nordio ed accogliere anche i bus urbani.

 21 PIAZZA S. ANTONIO NUOVO

Con la fontana bruttina stile anni ’50, il brutto lastricato di pietra sconnesso e malamente riparato con toppe di cemento e le aiuole recentemente risistemate con palme (sic!) questa piazza non rende giustizia allo splendido spazio di Ponterosso e alla bella facciata neoclassica della chiesa.

Andrebbe invece riportato il canale di Ponte Rosso come era una volta fin quasi sotto il sagrato della chiesa restituendone appieno il valore prospettico. Esistono già progetti in tal senso, fra cui quello dello studio Teherani di Berlino vincitore del concorso delle Rive del 2002. Si tratta di un progetto forse troppo ambizioso che prevede una piazza sotterranea sotto lo specchio acqueo, comunque qualcosa andrebbe fatto.

 22 PONTE SUL CANALE

Il ponte sul Canale previsto dalla precedente amministrazione può essere realizzato, se ci sono i fondi. Va però attentamente valutato il suo inserimento paesaggistico.

 23 POTATURE

Gli alberi dei viali vengono potati con il barbaro sistema della capitozzatura. Questo sistema deve essere abbandonato e sostituito con leggere potature di rimonda, eventualmente dopo aver fatto una potatura di ritorno per ridare agli alberi un portamento simile a quello naturale.

 24 REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO

Il Comune di Trieste ha un regolamento del verde solo pubblico e che non tratta neanche delle potature.

Va adottato un regolamento del verde pubblico e privato che tratti di tutti gli aspetti inerenti la gestione degli alberi, come in ogni città che si rispetti.

 25 ROTATORIE

Le rotatorie in sostituzione degli incroci semaforizzati sono un’ottima soluzione per:

·         velocizzare il traffico;

·         ridurre drasticamente gli incidenti e conseguentemente i morti e feriti;

·         consentire conversioni ad u sicure.

Riducendo i tempi di attesa a motore acceso, le rotatorie contribuiscono a limitare l’ inquinamento dell’aria con una piccola ma non infima riduzione delle emissioni di gas e polveri sottili.

Occorre che il Comune faccia un piano delle rotatorie. Un percorso da attrezzare quanto prima è quello da piazza Foraggi fino ad Aquilinea che è l’unico collegamento con Muggia e la zona industriale oltre che con i rioni a sud.

 26 TELERISCALDAMENTO E FOTOVOLTAICO

In alcune città italiane funzionano impianti di teleriscaldamento sia utilizzando inceneritori e centrali termoelettriche, sia bruciando biomassa. Ad esempio a Dobbiaco un unico impianto di cogenerazione che brucia cippato di legno riscalda le case ed edifici pubblici di due comuni producendo anche acqua calda ed energia elettrica.

A Trieste non è forse possibile realizzare impianti che riscaldano grandi numeri di utenze, per la probabile difficoltà a trovare sufficienti quantità di biomassa.

Si può però forse realizzare un teleriscaldamento utilizzando l’inceneritore e realizzare, come sta facendo il Comune di Muggia, impianti a biomassa per riscaldare edifici pubblici.

 27 TUNNEL TECNOLOGICI

I tunnel tecnologici sono delle gallerie costruibili rapidamente in elementi prefabbricati che corrono sotto le strade portando tutte le reti tecnologiche: acquedotto, fognatura, gas, elettricità, telefono, fibre ottiche.

Ne esistono ancora pochi in Italia. Il Comune di Livigno ne ha costruito uno lungo circa 1,5 Km con la spesa di 400.000 euro.

Con i tunnel tecnologici non occorre più scavare e poi ricoprire con toppe di asfalto ogni volta che occorre riparare una conduttura. I lavori di riparazione sono poi più rapidi, non occorendo i tempi morti dello scavo, reinterro e riasfaltatura e non provocano intalcio al traffico.

Inoltre è opportuno che le linee elettriche interrate siano ad almeno 1 metro sotto il livello stradale per ridurre l’influsso sulle persone dei campi elettromagnetici e ciò può agevolmente farsi con i tunnel tecnologici.

I tunnel possono inoltre essere affittati alle compagnie telefoniche.

Si potrebbe in via sperimentale realizzare un tunnel tecnologico lungo una strada particolarmente trafficata o una strada pedonale lastricata quando siano da fare importanti lavori di sostituzione di tubature, magari usufruendo di fondi regionali o della Fondazione Cassa di Risparmio in virtù della natura innovativa.

 28 UFFICIO INFORMAZIONI

Sarebbe utile istituire un ufficio informazioni collocato in un’area centrale, dove ci si possa rivolgere per sapere dove fare qualcosa che riguardi il comune; la sede ideale é il vano in piazza Unità sotto il Comune prima occupato dall’ufficio di informazioni turistiche.

 

 

 

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