Triestebella

 

Sito del club per una Trieste più bella
scopo del sito e del club è di diffondere la cultura di una città ordinata e civile con la valorizzazione  delle sue belezze e particolarità e l'eliminazione delle sue brutture e incongruenze


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19.3.2010

Oggi ho scoperto l'esistenza del vostro sito e speriamo che anche questo sia un piccolo passo per sensibilizzare gli abitanti di Trieste ed incoraggiarli a reagire al lento degrado ed agli attacchi continui perpetrati al suo patrimonio ed alla sua dignità urbanistica,architettonica,artistica e storica. Con questo mio intervento inoltre desidero soprattutto aggiungere il mio piccolo contributo alla vostra denuncia e sottolineare (come ho già fatto un paio d'anni fa sulle pagine de Il Piccolo) lo scempio continuo arrecato al patrimonio arboreo della città con queste ripetute, continue violente potature inflitte a qualsiasi elemento di natura vegetale esistente nel nostro territorio cittadino. Non aggiungo o invio alcuna fotografia perché questo orrore è visibile ovunque, ovunque l'immagine triste ed inquietante di scheletri indifesi! Dove ci porterà questa politica di gestione del verde pubblico?? Non certo a garantire la salute del patrimonio arboreo e la conseguente sicurezza dei cittadini, sicurezza sbandierata come giustificazione di tali interventi e nemmmeno a garantire un minimo di decenza di decoro urbano!!

Blank Samantha

8.1.2010

Ho letto sul sito di “Triestebella” che una signora lamenta la bruttura di piazza Perugino, dopo l’intervento che l’ha trasformata nel tetto di un parcheggio interrato. Abito anch’io lì accanto da oltre vent’anni e mi associo al giudizio negativo sull’intervento (è bene ricordarne l’autore, l’arch. Berni), risalente ormai ad un quindicennio fa. Va detto però che prima la piazza non era “piena di verde” e “luogo di incontro delle persone del rione”. Era diventata infatti – da molti anni - uno squallido parcheggio selvaggio di auto, intransitabile e infrequentabile per chiunque … data l’assoluta mancanza di spazi liberi! La quindicina di malandati platani che ancora vi sopravvivevano stavano inoltre progressivamente sparendo, poiché molti titolari delle vetture lì parcheggiate pensavano bene di lavare le suddette in loco, scaricando poi sulle mini-aiuole circostanti i tronchi dei platani le acque sporche ed i detersivi utilizzati nel lavaggio.
Ancorché brutta, la piazza ora è frequentata, tempo permettendo, da numerose persone ed è (ri)diventata quel luogo di incontro che probabilmente era stata in un lontano passato (prima dell’invasione automobilistica). Certo, se l’intervento fosse stato affidato a mani migliori, il risultato sarebbe stato esteticamente più accettabili, ma così andavano le cose in quegli anni, nei quali non c’era certo maggiore sensibilità nei pubblici amministratori per la qualità dell’ambiente urbano, rispetto a quanta ce n’è oggi.

cordialmente
Dario Predonzan

Ho apprezzato oggi il vostro sito, e letto con interesse la parte relativa alle piazze di Trieste rinnovate. So che non è una piazza, ma mi stupisce che non si sia fatto alcun riferimento alla sistemazione dell’inizio del Viale XX Settembre all’incrocio con Via Muratti! Che si può dire di quella fontana? L’incredulità è talmente tanta quando ci si passa davanti…non ci sono parole. Poi col tempo ci si abitua a non guardare………Condivido l’articolo relativo al vecchio, al nuovo, all’abitudine etc, ma non credo che si possa applicare la cosa Anche a questa fontana, purtroppo.

Cordiali saluti,
Fiorenza Contento

risponde  Roberto Barocchi:

Lo slargo all'inizio del viale è a suo modo una piazzetta. La buffa fontana che ci è stata messa da qualche anno non passerà forse alla storia dell'arte, ma ha il pregio di essere a suo modo divertente e non è escluso che col tempo, per il fenomeno dell'acquisizione per cui certe cose che all'inizio appaiono brutte poi, divenendo familiari, sembrano belle, anche  questo singolare monumentino possa entrare nel cuore dei Triestini. Così come si spera che col tempo diventino più gradite ai Triestini piazza Goldoni, piazza Vittorio Veneto e anche gli innocui cubetti messi lì come sedili antibarboni nella rinnovata piazza Venezia.  É noto il paradosso della torre Eiffel, all'inizio contestatissima dai Parigini, compresi i maggiori intellettuali dell'epoca e oggi ritenuta un'opera dell'architettura e divenuta il simbolo di Parigi. La torre non si è modificata nel tempo, ma è divenuta familiare e quindi non fa più paura , né conseguentemente sembra più brutta. Magari la fontanella con i mascheroni non diventerà il simbolo del Viale e tantomeno di Trieste, ma, se la si considera quello che è: un un giocoso arredo, non dà poi tanto fastidio.

 

 

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