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Sito del club per una Trieste più bella
scopo del sito e del club è di diffondere la cultura di una città ordinata e civile con la valorizzazione  delle sue belezze e particolarità e l'eliminazione delle sue brutture e incongruenze


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1. FEROCI POTATORI

2. UNA MAGICA PROTEZIONE

3. UN RUDERE IN PIENO CENTRO

 

FEROCI POTATORI

Ad ogni stagione silvana, da ottobre a marzo, squadre di feroci potatori capitozzano poveri alberi nei giardini e nei viali cittadini trasformandoli in miserevoli grandi attaccapanni. Gli alberi non sono certo felici di questo trattamento: non avendo più rami secondari ritardano l'emissione di foglie nel periodo vegetativo e i moncherini di tronchi e rami principali restano a lungo con ferite che si possono infettare. Sotto il profilo estetico, poi, le capitozzature sono disastrose, sia per l'impressione penosa che danno prima che ricresca qualche ramo, sia per l'aspetto miserello che per molto tempo hanno prima di aver ricostituito, nel tempo di vari anni, una chioma decente, cosa peraltro loro impedita da potature feroci anche ogni anno.

Per carità, smettete di martoriare così gli alberi! L'unica potatura che si può al caso fare, ma con archi di vari anni, non ogni anno, è una leggera potatura di rimonda per togliere i rami secchi, malati o che diano proprio fastidio a cavi elettrici o finestre, ma comunque lasciando gran parte dei rami secondari. Esiste una LAV, Lega antivivizionista, costituiamo una LAC, Lega anticapitozzature?

    

Poveri alberi ridotti a miseri attaccapanni in un fondo privato. A destra uno splendido platano che ha avuto la fortuna di non essere mai stato potato, fotografato a metà novembre ancora con il suo intero apparato fogliare, ancora pressoché intero a fine dicembre.


UNA MAGICA PROTEZIONE

Nell’atrio del palazzo della Camera di Commercio, sulla parete sinistra guardando l’uscita, si nota una singolare targa con cornice lignea in cui è scritto:

The B.E.E.F.E.C System
The bioenergy effect converter
environmernt & healt division

 quest’edificio, sede della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, e’ protetto biofotonicamente dagli effetti delle radiazioni distorte di provenienza tellurica e cosmica e da quelli delle energie a debole interazione indotte da campi elettrici ed elettromagnetici tramite il

B.E.E.F.E.C System

non rimuovere questa targa, in essa e’ memorizzata l’unita’ di interconnessione permanente del sistema.

Tale esoterica protezione sembra sia costata 70.000 euro! Abbiamo cercato in internet questa misteriosa società, ma non abbiamo trovato nulla. In compenso abbiamo trovato che vari siti ne parlano, fra cui quelli degli amici di Beppe Grillo.

(AGGIORNAMENTO AL 16 MAGGIO 2009: digitando su Google Mario Zandegiacomo (il nome dell'inventore che abbiamo appreso dal Piccolo), appaiono oltre a vari siti che commentano in modo poco benevolo il ritrovato anche il sito della B.E.E.F.E.C. di cui tale dot. Zandegiacomo, abitante a Trieste, è amministratore. )

Il Gruppo Locale del CICAP - Friuli Venezia Giulia, www.cicap.org/friuli/targa.html, così si esprime:
La targa fa riferimento a un dispositivo tecnologico che dovrebbe proteggere l'edificio, o le persone che si trovano al suo interno, da qualche problema di natura fisica. Tuttavia il testo contiene termini bizzarri, relativi ad una sconosciuta protezione biofotonica da irradiazioni distorte e da energie a debole interazione, verosimilmente ispirati dalla terminologia della Fisica, ma che in essa non trovano il minimo riscontro. Non esiste alcunché di reale che corrisponda all’aggettivo biofotonico (o all’aggettivo gravitonatalizio, tanto per dire) né ha alcun riferimento fisico il termine irradiazione distorta. Anche l’energia a debole interazione, che ha una certa assonanza con le interazioni nucleari deboli, non alloggia tra i concetti della Fisica. Si tratta di fantasie allo stato libero, oppure di termini che andrebbero esattamente ed operativamente definiti nel settore di loro attinenza, che andrebbe precisato. Settore che, in ogni caso, nulla ha in comune con l’Elettromagnetismo, la Geofisica e la Fisica cosmica a cui pare riferirsi la suddetta targa. Sospettiamo pertanto che la CCIAA sia rimasta vittima di una truffa o di una burla. A nostro parere la targa rappresenta un vero e proprio monumento alla creduloneria, ed esprimiamo la nostra perplessità sulla sua collocazione nell'atrio di un edificio pubblico della nostra "città della Scienza". Naturalmente rimaniamo a completa disposizione per maggiori dettagli in merito.
Dr. Fulvio Crisciani, Fisico - Dirigente di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche - Presidente del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) del Friuli Venezia Giulia; Prof. Steno Ferluga, Astrofisico - Docente di Elettromagnetismo e di Fisica Ambientale all’Università di Trieste - Presidente del CICAP nazionale; Dr. Stefano Polvi, Fisico - Amministratore Delegato Logic S.r.l. - esperto di strumentazione medicale”

Sig. Presidente della camera di Commercio, Lei che ne dice?

      

 Il bel palazzo neoclassico della Camera di Commercio, protetto dagli influssi esoterici.

 La targa protettrice. 


UN RUDERE IN PIENO CENTRO

 All’inizio di via Cavana fa brutta mostra di sé il rudere di una graziosa chiesa cinquecentesca, la chiesa dei santi Sebastiano e Roco ed annesso edificio, probabilmente l’abitazione dell’antico parroco, da cui molti anni fa fu sfrattato un negozio di casalinghi (ancora c’è l’insegna) per farne, sembra, il museo della città. Fu fatto anche un progetto di recupero di un tale gioiellino architettonico, ma da allora non se ne sa più niente.

Signor Sindaco, invece di pensare a costruire un nuovo ponte sul canale di Ponterosso (iniziativa non disprezzabile, se tale ponte avrà una buona qualità architettonica, ma certamente costosa) o invece di sistemare piazza libertà con un progetto che oltre a eliminare alcuni begli alberi farebbe fare un singolare slalom ai veicoli, non crede che si dovrebbe prima di tutto recuperare questo interessante edificio togliendo una bruttura che non fa onore a Trieste?

La bella chiesetta sconciata dall’uso commerciale dismesso e dalle ingiurie del tempo

 

Il complesso visto dal lato verso piazza Cavana

 

Una tabella recentemente apposta davanti alla chiesa (ottima iniziativa, peccato che la piantina sia poco leggibile)

 

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