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CONSIDERAZIONI SUL COSIDDETTO PARCO DEL MARE

Trieste, 14 marzo 2017

 

SINTESI

L’acquario, dall’incongruo nome di Parco del mare, sotto il profilo paesaggistico non sembra comportare particolari problemi, ma sarebbe meglio inserito nel contesto se venisse realizzato nell’adiacente porticciolo, semisommerso in modo da utilizzare il porticciolo come grande vasca, potendo così avere un volume più discreto.

Sotto il profilo urbanistico sarebbe preferibile che fosse collocato in un più ampio polo museale in Porto vecchio vicino alla Centrale idrodinamica sia per produrre sinergia con gli altri musei, sia perché il Porto vecchio è il luogo di elezione per contenere anche delle realtà museali.

Sotto il profilo animalistico l’acquario è un luogo in cui gli animali marini sarebbero rinchiusi in spazi comunque ristretti, come gli animali negli zoo, che l’attuale coscienza animalista tende a rifiutare. Sarebbe possibile allora realizzare un acquario virtuale con sale sulle cui pareti fossero proiettate scene di vita subacquea o addirittura un Museo della natura con scene sia subacquee che terrestri.

Sotto il profilo economico non è ancora chiaro se l’iniziativa sarebbe sostenibile o dovrebbe ricevere contributi  dagli Enti pubblici, nè si sa quanto e a che condizioni gli Enti pubblici che assumerebbero il costo dell’opera ricaverebbero di affitto e quali costi dovrebbro sostenere per le spese di manutenzione del complesso o per il suo aggiornamento.

 

PREMESSE

A seguito dell’incontro del 14 marzo con l’ing. Benussi che ha illustrato alle associazioni ambientaliste il progetto del cosiddetto parco del mare, formulo le seguenti considerazioni.

 

IL NOME

Il nome “parco del mare” è mistificante, poiché un parco è una vasta area naturale in cui gli animali vivono e si riproducono in natura[2] e non una serie di vasche, piccoli ambienti artificiali contenenti animali marini viventi e spesso nati in cattività.

Il nome è stato deciso evidentemente in funzione evocativa di una naturalezza che non c’è al fine di fare accettare l’iniziativa.

In altri luoghi tali strutture si chiamano in genere acquari (Genova) od oceanari (Lisbona, Valencia).

 

ASPETTO PAESAGGISTICO

Il fatto che l’acquario sia previsto sul lato nord dell’area della Lanterna e non sul fronte verso la Sacchetta riduce l’impatto visivo. L’edificio avrebbe comunque un rapporto di dominanza con il contesto[3].

Fra i numerosi possibili rapporti che un edificio o altro manufatto può avere con il paesaggio circostante il rapporto di dominanza, che fa parte del gruppo dei rapporti forti (dominanza ed evidenza) è generalmente inadatto all’inserimento paesaggistico in aree di elevato valore. Tuttavia il progettato acquario, se visto da lontano, compreso il un contesto di non elevato valore, potrebbe essere ammissibile.

Sembra che il progettista abbia voluto dare apposta all’edificio un rapporto forte, forse anche arrivando alla superdominanza con funzione di aumentarne la visibilità e quindi il desiderio di visitarlo. Inoltre la superdominanza può produrre una qualificazione estetica poiché la grandiosità è generalmente attrattiva.

Tuttavia sarebbe preferibile un rapporto meno forte, come ad esempio il rapporto di evidenza o ancor meglio di non interferenza significante o di coerenza.

Il rapporto di non interferenza significante si ottiene aggiungendo un edificio di forma molto diversa dagli edifici del contesto (ad esempio una forma molto moderna anche per l’uso di materiali quali l’acciaio e il vetro) a condizione che la tipologia sia discreta, non dovendo prevalere per altezza e volume rispetto agli edifici circostanti. La coerenza si ottiene con un edificio che non si distingue molto dagli altri per tipologia e stile.

Diversi e del tutto inadatti sono i casi della mimesi (uso di forme del passato esistenti nel luogo ma non più attuali, ad esempio archi o colonne in stile) e la pseudomimesi (uso di forme del passato non più attuali e neanche esistenti nel contorno).

L’edificio previsto avrebbe un’altezza di 22 metri, maggiore di quella degli edifici vicini e inferiore solo ai circa 32 metri della Lanterna.

Il progetto prevede di collocare nel bacino ad est dell’acquario il pontone Ursus e questa idea appare felice perché la massa scura e ingombrante del pontone mal si adatta a dialogare con una parte delle Rive vicino alla città, mentre potrebbe inserirsi meglio se vista da più lontano e più defilata rispetto a dove è adesso. Un’altra alternativa sarebbe di collocare il pontone in Porto vecchio.

 

 

Una proposta alternativa potrebbe essere costruire un edificio galleggiante nel cantiere di Monfalcone, trainarlo per mare fino al porticciolo ad est oggi quasi vuoto, semisommergerlo e ancorarlo al fondo. In tal modo la vasca principale sarebbe sostituita dal bacino stesso che circonderebbe l’edificio e sarebbe osservabile da tutti i lati.

Si avrebbero i seguenti vantaggi:

·         aspetto paesaggistico: minor volume fuori terra sia in altezza che in larghezza (non contenendo più la vasca principale di oltre 8.000 metri cubi, ottenendo così un più favorevole rapporto opera – paesaggio;

·         costo: è possibile che la costruzione in cantiere comporti un costo minore e certamente un risparmio si avrebbe non dovendo costruire la grande vasca;

·         aspetto animalistico: gli animali acquatici si troverebbero in una vasca più grande formata dall’intero bacino del porticciolo;

·         particolarità: l’edificio in mezzo alla vasca centrale e il fatto stesso di poter scendere per vedere un vero pezzo di mare sarebbero delle particolarità positive ai fini dell’attrazione dei visitatori.[4] Comporterebbe anche la possibilità di realizzare un tunnel di vetro sotto il livello del mare con un bell’effetto, simile al tunnel dell’oceanario di Valencia.

 

Per tale soluzione potrebbe essere occupata solo la parte più interna del porticciolo, lasciando la parte esterna, comunque riparata già da una diga, all’accesso di natanti anche per l’accesso all’acquario dal mare.

 

ASPETTO URBANISTICO

Vanno fatte le seguenti considerazioni:

1.      opportunità di realizzare un complesso museale, quale è l’acquario, separato da altri musei;

2.      destino del Porto vecchio;

3.      accessibilità;

4.      benefici per il turismo e il commercio.

Riguardo al fatto che sia opportuno realizzare l’acquario isolato rispetto ad altri musei, va detto che potendo realizzare un complesso con più musei, oltre a strutture di vendita, ristorazione, sale conferenze, area verde e per sosta e svago connesse, cioè un vero e proprio parco dei musei, si svilupperebbe una favorevole sinergia che consentirebbe di avere più visitatori, anche se probabilmente i maggiori effetti benefici li avrebbero gli altri musei rispetto ai quali l’acquario costituirebbe l’attrazione principale.

Ad esempio, il Museo del mare, che comprende una delle più importanti collezioni del Mediterraneo, ma in uno spazio troppo ristretto e isolato, trarrebbe beneficio se fosse inserito in un complesso di musei comprendente l’Acquario, un Museo del porto, le centrali idrodinamica ed elettrica del Porto vecchio, l’Immaginario scientifico e magari, ma questo appare ormai difficile, anche il Museo di storia naturale e il Museo Enriquez.

Per quanto riguarda il destino del Porto vecchio, è chiaro che, come è successo per i porti vecchi di altre città in Europa, esso debba diventare un luogo destinato ai musei, alla cultura, alla ricerca, alle attività turistiche compatibili come ad esempio la nautica da diporto. Un grande complesso polimuseale attorno alla centrale idrodinamica, già musealizzata, è quindi uno degli elementi necessari per la rinascita di questa grande area storica. Da parte dei promotori del “Parco del mare” si oppone che l’area della Sacchetta è già disponibile essendo di proprietà di una Società interessata, mentre il Porto vecchio non è ancora sdemanializzato e il finanziamento statale di 50 milioni non si sa se arriverà.

D’altra parte la stazione idrodinamica e la stazione elettrica sono già state trasformate in museo, quindi si dovrebbe verificare se vi sono effettivamente gravi difficoltà a portarvi altre realtà museali.

Per quanto riguarda l’accessibilità, la localizzazione nell’area della lanterna consentirebbe di ricavare qualche parcheggio, che peraltro sembra scarso per le migliaia di visitatori al giorno previsti. I proponenti indicano la possibilità di utilizzare il parcheggio coperto di via Schiapparelli da collegare con una navetta, il che andrebbe verificato. Un’altra possibilità sarebbe l’uso come parcheggio dell’area occupata dal mercato all’ingrosso davanti alla Sacchetta, ma non è prevedibile se e quando tale mercato sarebbe spostato.

L’ing Benussi obbietta che il Porto vecchio non disporrebbe di sufficienti parcheggi. In realtà ciò non appare vero considerata la vastità di tale area. Inoltre va considerato che:

·         la stazione ferroviaria è adiacente al Porto vecchio e non all’area della Lanterna, per cui il Porto vecchio sarebbe servito anche dalla ferrovia;

·         sarebbe facile prevedere un trenino o un tram che porti i visitatori lungo li Porto vecchio, come si è già sperimentato.

Per quanto riguarda i benefici per il commercio e turismo, è evidente che almeno una sensibile parte dei visitatori di un luogo museale venuti da fuori si fermano in città per vedere altre cose, mangiare, comprare e una parte anche pernottare. La tesi proposta dall’ing. Benussi secondo cui i visitatori del parco di Miramare non lo fanno perché troppo distante dal centro andrebbe dimostrata. Sarebbe quindi da dimostrare anche la tesi secondo cui anche i visitatori di una struttura museale in Porto vecchio frequenterebbero poco il centro della città. 

 ASPETTO ANIMALISTICO

Si sta diffondendo l’avversione per gli zoo e gli acquari, poiché costringono in ambienti ristretti ed artificiali gli animali abituati a grandi estensioni.

Oggi le tecniche consentono di riprodurre in modo virtuale situazioni reali in modo molto realistico mediante filmati a colori proiettabili anche su grandi superfici, filmati in 3 dimensioni, ologrammi.

Un esempio di cosa si può ottenere con semplici filmati è una mostra temporanea sull’ Antartico tenutasi al Musée de la Confluence di Lione, visitato nel dicembre 2016.

Si può quindi ipotizzare un acquario virtuale che potrebbe essere collocato ad esempio nelle sale del magazzino 27 in Porto vecchio. Per i filmati si potrebbe scegliere fra le migliaia di documentari già esistenti al mondo. I filmati possono essere integrati con didascalie mobili con i nomi degli animali in modo che quando uno di essi arriva in primo piano appaia vicino ad esso il nome della sua specie.

Si potrebbero poi forse proiettare filmati in 3 dimensioni rendendo l’immersione virtuale ancora più spettacolare.

Inoltre niente vieterebbe di dedicare delle sale anche ad ambienti terrestri in modo da realizzare un affascinante museo virtuale della natura.

 ASPETTI ECONOMICI

Da quanto si è saputo nel colloquio con l’ing. Benussi, l’area è di proprietà della società Italia Navigando, destinata iniizialmente alla costruzione di un marina, oggi ritenuto economicamente non più sostenibile per la diminuzione della domanda di posti barca. La società è disposta a cedere in affitto l’area su cui sarebbe costruito l’acquario con fondi pubblici: Regione, Comune, Camera di commercio. L’opera costerebbe una cinquantina di milioni. Un’altra società specializzata nella gestione degli acquari lo gestirebbe riconoscendo un affitto, sembra, anche agli Enti pubblici e assumendosi gli oneri della gestione. È  stata fatta una stima dell’afflusso di visitatori, pari a 600.000 – 900.000 all’anno.

Si osserva che:

·         non è chiaro quanto la stima dei visitatori sia realistica e in tal senso andrebbe confrontata con l’afflusso in altre strutture simili. In particolare, andrebbe fatto un raffronto con l’acquario di Genova, città con un numero quasi triplo di abitanti rispetto a Trieste e probabilmente con un ben maggior flusso turistico;

·         sarebbe da vedere se l’acquario sarebbe in attivo o dovrebbe essere sostenuto da interventi pubblici; anche in questo caso sarebbe illuminante il confronnto con altre realtà similari;

·         non sappiamo quanto di affitto verserebbe la società nelle casse degli enti che pagherebbero la costruzione e se le eventuali spese di manutenzione dell’opera sarebbero a carico degli enti e in tal caso se sarebbero minori o maggiori dell’affitto versato.

In altri termini, non è ancora chiaro se l’impresa sarebbe economicamente sostenibile e quanto graverebbe sulle casse degli enti pubblici.


[1] Queste osservazioni sono state redatte dall’arch. Roberto Barocchi e discusse con i soci dell’associazione per e-mail. 

[2] Un parco marino è un parco costituito da una zona di mare (o lago) a volte protetto per uso ricreativo, ma più spesso messo da parte per preservare un habitat specifico e garantire l'ecosistema è sostenuta per gli organismi che esistono là. (Wikipedia). Ad esempio i parchi marini di Watanu e di Ang Thong, mentre il parco marino di Malta è un’area con vasche, comunque inserite in un ampio spazio verde.

 [3] SCALA DEI RAPPORTI OPERA  PAESAGGIO  versione semplificata tratta dal sito www.ilpaesaggio.eu.

PRIMO LIVELLO

SECONDO LIVELLO

1. sostituzione

1. sostituzione

2. rapporto forte

2. dominanza, 2bis superdominanza

3. evidenza

3. integrazione

4. non interferenza:

 4.a non significante (rumore visivo);

 4.b significante

5. uniformità

6. mimesi, 6 bis pseudomimesi

7. coerenza

4. nascondimento

8. mascheramento

9. occultamento

 [4] L’oceanario di Lisbona è stato costruito nel quartiere Vasco De Gama in mezzo a un bacino, ma non ha questa particolarità.

 

 

 

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