Triestebella

 

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PROPOSTE PER LA RISERVA NATURALE DELLA VAL ROSANDRA

 I CINQUE PARCHI DELLA VAL ROSANDRA

La Val Rosandra contiene una serie di particolarità che consentono di sviluppare in essa diverse funzioni, anche con benefici effetti sul turismo.

UN PARCO DEL PAESAGGIO

Per il grande valore paesaggistico della valle si può realizzare un parco del paesaggio, che risulterebbe essere il primo in Italia:

·         senza ulteriori vincoli;

·         con poca spesa,

·         con una probabile grande risonanza mediatica per la novità dell’iniziativa.

Si tratterebbe di collocare lungo i sentieri alcuni piccoli attrezzi (guardatoi) con lo scopo di incorniciare ed evidenziare degli elementi del suo paesaggio, ad esempio: i ruderi del castello di Riffembergo, la chiesetta di S. Maria in Siaris, il cippo Comici, l’abitato di Bottazzo, qualche entrata di grotte. Se le cornici servono per valorizzare i quadri, i guardatoi valorizzerebbero i particolari del paesaggio isolandoli dall’insieme e favorendone la lettura. Delle didascalie su ogni guardatoio conterrebbero brevi descrizioni degli elementi evidenziati.

La stalla abbandonata a Draga, se non demolita, andrebbe almeno mascherata con una cortina di vegetazione compatibile con quella autoctona.

 

 

La simulazione di un guardatoio, attrezzo per favorire la lettura degli elementi notevoli del paesaggio.

Simulazione della vista dei ruderi del castello di Riffembergo attraverso un guardatoio.

 UN PARCO DELLA NATURA

È noto il grande valore botanico e faunistico della valle. Per meglio tutelare e valorizzare tali particolarità si propone di:

·         monitorare in accordo con l’Università ed eventualmente con il Corpo forestale e il Centro didattico nauturalistico la presenza delle specie endemiche e la comparsa di specie alloctone;

·         procedere, anche con l’opera di volontari, all’estirpazione delle specie infestanti;

·         istituire, come proposto dal prof. Nimis, un centro didattico per studenti universitari, appassionati e studiosi.

Il centro didattico consisterebbe in un’unità ricettiva da reperire in Comune di S. Dorligo e in un’aula attrezzata per le ricerche.

I vantaggi, oltre che scientifici, potrebbero essere di qualche rilievo economico per l’affluenza di studiosi con aumento dell’attività ricettiva del Comune.

 UN PARCO SPELEOLOGICO

I fenomeni geomorfologici epigei sono rilevantissimi nella Valle; in particolare sul versante destro (monte Stena) sono state scoperte grotte di grande importanza quali la Fessura del vento, la Gualtiero e la Martina. Si propone di:

·         operare in accordo con le associazioni speleologiche della provincia per favorire ulteriori ricerche speleologiche;

·         richiedere alle associazioni speleologiche che le detengono copia delle chiavi delle grotte chiuse (fessura del vento, Gualtiero e Martina) da consegnare al Centro visite;

·         favorire, compatibilmente con le esigenze di conservazione delle cavità, le visite guidate condotte da guide speleologiche.

I vantaggi sarebbero un aumento di notorietà della Valle come esempio virtuoso sotto il profilo speleologico e un incremento della frequentazione.

 UN PARCO DELLA STORIA E DELL’IDENTITÀ LOCALE

Nel passato la valle è stata oggetto di grande frequentazione, sia nella preistoria, sia in tempi storici. Di questa frequentazione restano tracce in alcune cavità (paleontologiche, quale la grotta degli orsi, paletnologiche, quale la grotta delle gallerie), nell’acquedotto romano, in ruderi (Castelli di Riffembergo in Slovenia e di Moccò, mulini), borghi rurali di Bottazzo e di Draga.

Queste particolarità vanno valorizzate e fatte conoscere, non solo per ragioni scientifiche, ma anche come patrimonio di identità del luogo e degli abitanti del Comune.

Si dovrebbe:

·         collocare una segnaletica di forme discrete e non invasive per descrivere le particolarità storiche e antropologiche;

·         valutare come meglio conservare i resti dell’acquedotto romano ora esposti alle intemperie e a possibili vandalismi;

·         valutare la possibilità di ulteriormente recuperare l’abitato di Bottazzo;

·         valutare la possibilità di ricostruire un mulino a fini didattici;

 UN PARCO DELLA PACE

La riserva della val Rosandra è nata negli anni ’80 anche sulla spinta del desiderio di apertura del confine di cui furono interpreti Edwin Svab, sindaco di S. Dorligo, Sergio Coloni, assessore regionale e Marija Zupancic Vicjar, ministro della Repubblica di Slovenia. La valle fin da allora è sede delle manifestazioni Confine aperto – Odprta meja.

Questa particolarità di un luogo a cavallo del confine dovrebbe essere ricordata e valorizzata:

·         con cartelli che la ricordino ai visitatori;

·         con accordi con il comune di Erpelle - Cosina per qualche iniziativa comune: ad esempio si potrebbe con poca spesa anche ricorrendo a fondi comunitari attuare l’iniziativa: ATTRAVERSA IL CONFINE, ponendo sull’ex ferrovia in corrispondenza del confine un cartello con la scritta: “Attraversa il confine “ e l’indicazione del belvedere sulla valle e dei ruderi del castello di Riffembergo a pochi metri; in tal caso si dovrebbe anche sistemare in territorio sloveno il belvedere con una balaustra e possibilmente fare degli scavi archeologici nei ruderi del castello;

 

Qui, in accordo con il Comune di Erpelle – Cosina, si potrebbe collocare un cartello con la scritta: ATTRAVERSA IL CONFINE

·         con qualche iniziativa volta a promuovere la visita di autorità nella valle, come fu negli anni ’90 la visita di 3 assessori regionali, in momenti diversi, alla grotta Gualtiero;

·         continuando la manifestazione Confine aperto e se possibile dando ad essa una maggiore risonanza;

·         facendo visitare la valle ad autorità nazionali quando verranno a Trieste.

 ALTRE COSE POSSIBILI

Pista ciclabile

La realizzazione di una pista ciclabile nella riserva è stata un grave errore, poiché i ciclisti arrecano un notevole disturbo ai visitatori venuti a contemplare questo saltuario della natura costringendoli a voltarsi e scansarsi all’arrivo di ogni bicicletta. I ciclisti poi devono continuamente rallentare o fermarsi appena trovano dei pedoni.

La cosa migliore sarebbe vietare il passaggio di biciclette nel tratto dell’ex ferrovia da Draga fino alla strada che scende da S. Lorenzo.

In alternativa si può forse suddividere in quel tratto l’ex ferrovia in due corsie separando i ciclisti dai pedoni. La cosa dovrà essere studiata con attenzione.

Segnaletica

La segnaletica, anche se non è amata da alcuni ambientalisti, è di grande utilità perché la riserva è un museo all’aperto con lo scopo non solo di conservare i beni naturali, storici e paesaggistici, ma anche di farli conoscere.

La segnaletica non provoca nessun disturbo alla flora e alla fauna, ma ne provoca al paesaggio quando è troppo ingombrante o disordinata.

Si propone di realizzare una segnaletica unificata e discreta: i cartelli potrebbero essere dei semplici pali in legno a sezione quadrata su uno o due lati dei quali verrebbero collocati dei piccoli cartelli larghi generalmente quanto la larghezza dei pali.

Sentieri

Non è possibile eliminare le barriere architettoniche dai sentieri, peraltro l’ex ferrovia funge già da sentiero privo di barriere. Alcuni tratti di altri sentieri più frequentati possono però essere migliorati con opere molto modeste e di nessun impatto, consentendo un passaggio più sicuro anche a persone di non elevate capacità atletiche. È il caso ad esempio del sentiero 1 – Stena nella parte iniziale da S. Lorenzo e nella parte in cui scende dalla cima del monte Stena.

Centro visite

Il centro visite è attualmente in due sale unite da un corridoio. Un suo ampliamento con l’arricchimento del materiale espositivo potrebbe produrre un incremento dei visitatori. In tal senso si potrà prendere esempio da altri centri visite, ad esempio quelli del parco nazionale dello Stelvio che sono dei piccoli ma completi musei.

Mostre

È possibile realizzare delle mostre tematiche ripetibili formate da pannelli rigidi (forex) di 100x140 cm o 70 x100 cm; tali pannelli potrebbero essere poi prestati a scuole e mostre in quanto facilmente appendibili al muro. I pannelli potranno anche essere stampati su carta per una maggiore facilità di spedizione.

 

Documento approvato nell’assemblea dell’associazione Triestebella del 15 dicembre 2014


 

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